DICHIARAZIONI

Bocchese (Confindustria Veneto): "Armani diventi il console del sistema moda"

Mentre Giorgio Armani sceglie se stesso come testimonial del rilancio della sua Eau Pour Homme, c'è chi preferirebbe vedere il suo volto sui manifesti elettorali: è di oggi un accorato appello allo stilista - che nelle scorse settimane aveva esortato i politici a occuparsi seriamente del tessile-abbigliamento - da parte di Michele Bocchese, presidente della sezione Moda di Confindustria Veneto.

 

"La politica e chiunque ci governerà - scrive Bocchese in una lettera aperta - non può esimersi dal prendere in seria considerazione i rischi che vive il sistema tessile moda. È fondamentale, Signor Armani, che una persona della sua esperienza e del suo carisma, riconosciuti nel mondo, prenda con forza e decisione posizioni pubbliche riguardo a un comparto da sempre trascurato dalla classe politica italiana, assumendo un ruolo di leadership".

 

Ma con che qualifica il designer dovrebbe scendere in campo? L'esponente di Confindustria Veneto non ha dubbi: vedrebbe Armani nel ruolo di un "console", in grado di influenzare le decisioni e deleghe del nuovo governo ("Di qualunque colore possa essere") sui temi noti a lui e agli altri imprenditori del fashion system, "che da solo rappresenta l'11% del valore aggiunto dell'intero ambito manifatturiero italiano e il 12% delle esportazioni nazionali, con un avanzo commerciale stimato in oltre 16 miliardi di euro".

 

"Dobbiamo sottolineare, con stupore e con enorme preoccupazione - conclude Bocchese - che nessuno dei candidati a primo ministro ha mai speso una parola di attenzione verso questo fondamentale e trainante settore del mondo del lavoro italiano. Penso che sia un errore gravissimo e credo che anche lei, Signor Armani, condivida la stessa preoccupazione".

 

Nessuna risposta, per il momento, arriva da "re Giorgio" che, dopo il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni ed esortazioni al termine della recente sfilata Emporio Armani ("Lo Stato dia una mano a chi ha dato una mano allo Stato"), in un'intervista rilasciata a Laura Laurenzi e pubblicata ieri da La Repubblica preferisce concentrarsi su un'altra sua "personal appearance", in qualità di testimonial della nuova versione di Eau Pour Homme, la sua prima fragranza maschile, lanciata 29 anni fa.

 

"È il mio stile condensato in un flacone - commenta - e come la giacca destrutturata mi rappresenta perfettamente. Per questo, nella campagna dico: 'È mio', 'It's mine'". Armani, dunque, "ci mette la faccia" e sottolinea: "Se non mi fidassi della mia forma, non avrei usato la mia immagine". Come dargli torto? Grazie al fisico asciutto e al viso abbronzato e sorridente, è difficile dargli i suoi quasi 79 anni, cosa che non si può dire di altri personaggi, più o meno coetanei, impegnati in questi giorni nella campagna elettorale.

 

Niente "Armani for president" in politica, comunque, almeno per ora: sui social network, tuttavia, sono in molti a tifare per lui come ipotetico successore di Mario Boselli ai vertici della Camera della Moda. Ma pare che l'inossidabile Boselli sia in pole position per subentrare a se stesso: per lui sarebbe il quinto mandato (nell'immagine, foto di gruppo al termine della sfilata Giorgio Armani Privé, settimana scorsa a Parigi).    

 

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