DICHIARAZIONI

Borletti su Printemps: "Resterò a fianco dei fondi del Qatar per sette anni"

 

Intervistato dal quotidiano francese Les Echos, Maurizio Borletti spiega perché, dopo che era stato dato per scontato che rilevasse Printemps insieme agli investitori del Qatar, ha fatto un passo indietro, spianando a questi ultimi la strada per diventare proprietari al 100%. "Ma - precisa - non uscirò dalla gestione".

 

L'imprenditore sottolinea come nel 2012 Rreef (Deutsche Bank), che detiene il 70% di Printemps contro il 30% del Gruppo Borletti, abbia cominciato a maturare l'intenzione di uscire da questo business. "Dovevamo trovare la soluzione meno 'traumatica' per la società - precisa - in grado di preservare il futuro dei dipendenti". La ricerca si è focalizzata su realtà in grado di impegnarsi a lungo termine, tra le quali i fondi mediorientali, che hanno avuto la meglio in quanto "solidi e convinti del nostro piano industriale". Un piano che, già nel 2006, si era focalizzato sul riposizionamento sull'alto di gamma, "una strategia allora giudicata audace".

 

"In sei anni - fa notare Borletti - abbiamo investito 350 milioni di euro e, considerato il fatto che il turnover è aumentato del 30%, senza contare il raddoppio del risultato operativo, direi che abbiamo centrato i nostri obiettivi". Ma c'è ancora molto da fare: "Il 60% di Printemps Haussmann va rinnovato, e così un quarto dei negozi in provincia".

 

"All'inizio - prosegue il chairman e managing partner del Gruppo Borletti - avrei voluto rimanere nel capitale. Ma i fondi del Qatar puntavano al 100% delle quote, il che escludeva la possibilità di restare azionista. Però hanno espresso il desiderio che io li affianchi per sette anni, in modo da portare a termine i progetti in corso ".

 

Le Galeries Lafayette erano l'altro grande pretendente di Printemps, "ma la fusione non sarebbe stata accettata dall'Autorité de la Concurrence. E poi non ho mai visto operazioni di questo tipo, tra due competitor, concludersi senza perdite di posti di lavoro. La solidità finanziaria dei qatariani è una garanzia di riuscita".

 

Ci sono ancora 270 milioni di euro da investire nel prossimo quinquennio: la priorità, come anticipa Borletti, sarà destinarli alle aperture in Francia, dove da 30 anni a questa parte Printemps non ha più avviato vetrine. Ora i tempi sono maturi per quattro opening (tre con l'insegna ammiraglia, più un Citadium), di cui uno al Carrousel du Louvre. Di internazionalizzazione per ora non si parla, ma un concept come quello dei grandi magazzini d'oltralpe "è esportabile". Fermo restando che, per un passo come questo, occorrono "vere strategie".

 

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