DICHIARAZIONI

Gildo Zegna: «È arrivato il momento di essere "disruptive"»

Una gloriosa tradizione è un asset impagabile, ma occorre anche guardare avanti. In un'intervista a tutto campo Gildo Zegna, ceo della Ermenegildo Zegna (nella foto), racconta come la realtà di Trivero stia attraversando un periodo di grandi cambiamenti, dal management al marketing, fino al digital. In attesa del debutto in pedana di Alessandro Sartori come direttore artistico.

 

In una lunga chiacchierata con Luisa Zargani di wwd.com, l'imprenditore illustra trasformazioni «in nome di quella che considero una "disruption", più che una rivoluzione».

 

La svolta più evidente è quella stilistica, con il ritorno di Alessandro Sartori, al quale è stato affidato il ruolo inedito di direttore artistico. In attesa che la sua prima collezione per la casa piemontese salga in passerella il prossimo gennaio, Gildo Zegna sottolinea il legame radicato con questo fashion designer.

 

«Alex è entrato in azienda nel 1989 - precisa - e negli anni Novanta è stato disegnatore di tessuti presso di noi. Per otto anni ha inoltre tenuto in mano le redini creative di Z Zegna. Apprezzo la sua capacità di mettere al centro il consumatore, il focus sullo stile più che sul fashion, l'energia positiva che emana, la capacità di capire le regole del CRM e del digital marketing».

 

Altri mutamenti di rilievo sono in atto nel team manageriale, con la decisione di concentrare sotto la responsabilità di un brand manager tutte le label, di arruolare l'ex Luxottica Luca Lo Curzio come digital e marketing officer, di nominare Edoardo Zegna (figlio di Gildo) capo dell'omnichannel e di affidare a un head of retail di comprovata esperienza la gestione dei negozi, dall'immagine alla formazione del personale, in un'ottica “customer-centric”.

 

Per quanto riguarda le collezioni, non è più tempo di rigida stagionalità «ma di progetti». Il che non significa scardinare un sistema, ma aumentare le proposte trans-stagionali, le capsule e i prodotti custom-made.

 

A questo proposito, sarà svelato a novembre, in concomitanza con il restyling e l'ampliamento del monomarca londinese di Bond street, un progetto a cui Sartori sta già lavorando, «che spingerà il concetto di personalizzazione ancora più in là».

 

Il gruppo Zegna, che ha archiviato il 2015 con ricavi pari a 1,26 miliardi di euro (+4%), ha investito l'anno scorso nelle strutture produttive, creando una manifattura d'eccellenza a San Pietro Mosezzo, nel novarese, in aggiunta agli impianti di Parma relativi a capi casual, outerwear, abbigliamento in pelle e accessori, al centro specializzato nella maglieria a Verrone (Biella) e, naturalmente, alla storica azienda tessile di Trivero.

 

Il legame della famiglia con il territorio, compresa l'Oasi Zegna che rappresenta un fiore all'occhiello, è tuttora fortissimo. Di aprire a investitori esterni o di proiettarsi verso la Borsa non se ne parla.

 

Tra i mercati in pole position spicca il Medio Oriente, dove è stata siglata l'anno scorso un'intesa con Al Tayer Group, ma anche l'Iran, Paese in cui è prevista l'apertura di una boutique a Teheran, delinea prospettive interessanti.

 

Il retail è un perno, ma non mette in discussione l'importanza del wholesale: per ribadirlo, Gildo Zegna ha organizzato durante Milano Moda Uomo una "executive dinner" con 100 dettaglianti.

 

stats