DICHIARAZIONI

Marco Bizzarri: «Prodotti sempre più complessi, velocità e libertà di pensiero: così Gucci crescerà ancora»

Al termine di un anno vissuto decisamente sopra le righe, con un fatturato in crescita del 12,3%, a quota 8,5 miliardi di euro, e un'accelerata del 21,4% nel quarto trimestre, il presidente e ceo di Gucci spiega il segreto del successo della griffe, frutto di una visione condivisa con il direttore creativo Alessandro Michele.

 

«Bisogna ascoltare il consumatore, ma non troppo - dice a wwd.com Marco Bizzarri (nella foto) -. Se si vuole cambiare e innovare, è fondamentale pensare con la propria testa. Può accadere di realizzare abiti che il mercato non è pronto a recepire, ma che accetterà nel giro di 18 o 24 mesi».

 

«La bellezza, la capacità e il genio di Alessandro - aggiunge - stanno proprio in questo, nella capacità di capire non cosa sta succedendo ora, ma cosa succederà. In altri termini, quello che sta accadendo è già passato».

 

A proposito di futuro, Bizzarri parla del nuovo impianto in costruzione a Scandicci, in Toscana, focalizzato sulle calzature e gli articoli in pelle: uno stabilimento di circa 37mila metri quadri, che vedrà la luce a fine 2017 «e che sarà il più all'avanguardia in Italia» afferma il top executive, che sottolinea anche come sia stato difficile trovare un numero sufficiente di fornitori dell'area pelle per poter evadere gli ordini.

 

L'idea di Bizzarri per Gucci è di concentrarsi su quantità più ridotte di prodotti ma contraddistinti da una maggiore complessità, anche per arginare il fenomeno contraffazione e rendere le proposte «praticamente impossibili da copiare».

 

Il 2017, anticipa il presidente e ceo, sarà un anno di forte potenziamento degli investimenti nella comunicazione digitale, uno degli asset del nuovo corso: riguarderanno il 35% del totale, mentre anche sul fronte e-commerce ci sarà una novità, il lancio del negozio online in Cina mainland, nell'ottica di un più generale restyling del sito e dell'e-shop. Del resto, le vendite della griffe sul web sono aumentate del 20% nel 2016.

 

Quanto al co-ed show, Bizzarri tiene a precisare che questa scelta non è stata dettata dalla volontà di ridurre i costi, ma dalla considerazione in base alla quale troppe presentazioni fanno perdere in incisività. Senza contare il fatto di poter sfruttare appieno la nuova location di via Mecenate e di esaltare i modelli uomo e donna con una sfilata «il più forte e potente possibile».

 

«Non dettiamo regole, ognuno faccia quello che ritiene più opportuno - conclude -. La diversità e l'inclusione sono le reali basi della creatività e resteranno sempre al centro della nostra impostazione, insieme alla velocità, all'innovazione e alla capacità di mettere tutto in discussione».

 

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