DICHIARAZIONI

Matteo Marzotto: "Ho sempre operato nel pieno rispetto della legge"

Matteo Marzotto passa al contrattacco, dopo la giornata nera di ieri, culminata con il sequestro preventivo da parte della Guardia di Finanza di beni per 65 milioni di euro nella disponibilità di 13 indagati, alcuni dei quali riconducibili alle famiglie Marzotto e Donà delle Rose. "Non ho violato la legge e lo dimostrerò" annuncia.

 

Secondo la Procura milanese, la cessione nel 2007 del 29,62% delle azioni del Valentino Fashion Group al fondo Permira si sarebbe conclusa con utili per oltre 65,6 milioni di euro, che gli indagati avrebbero nascosto al Fisco. La somma sarebbe stata intascata dalla società venditrice del pacchetto azionario - la lussemburghese Icg (International Capital Growth), di proprietà degli stessi Marzotto e Donà delle Rose - e trasferita nel paradiso fiscale delle Cayman. Conclusa l'operazione - che avrebbe generato una plusvalenza di 199 milioni di euro -, nel 2009 la Icg è stata posta in liquidazione, il che ha fatto nascere nel Gip Gianfranco Criscione il sospetto che si sia trattato di una esterovestizione in piena regola, per evitare di pagare l'imposta Ires del 33%. 

 

Già ieri Antonio Favrin si era affrettato a precisare: "Il Gruppo Marzotto, di cui sono presidente, non c'entra con questa vicenda. Siamo un'azienda che produce tessuti e non abbiamo problemi di questo genere". "Si tratta di un'accusa infondata, un abbaglio della Procura", avevano aggiunto in una nota gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini.

 

Oggi si fa sentire anche Matteo Marzotto, il più esposto mediaticamente del clan, iscritto nel registro degli indagati. "Prendo atto dei provvedimenti di sequestro - afferma in un comunicato -. Mi sembra opportuno solo precisare che non ricoprivo cariche operative nella società, di cui ero socio di minoranza, e che ritengo, insieme alle altre persone coinvolte, di aver sempre agito nel pieno rispetto della legge, tanto che l'operazione in esame era stata ai tempi comunicata in ogni dettaglio alle autorità di Borsa e stampa". "Confido che a breve si troverà una soluzione - conclude - e a questo fine ho nominato un pool di professionisti, capitanato dal professor Uckmar (noto giurista e tributarista, ndr)". 

 

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