DICHIARAZIONI

Mea culpa di H&M: "In passato abbiamo usato modelle troppo magre"

Karl-Johan Persson lo ha ammesso pubblicamente: il marchio in passato ha utilizzato modelle al limite dell'anoressia. "Ora è il momento di cambiare filosofia  - ha detto il ceo del colosso svedese - perché la nostra responsabilità su questo fronte è troppo grande".

 

Intervistato dal magazine Metro, il numero uno della società di fast fashion non ha fatto mistero sul fatto che anche H&M ha affidato la propria immagine a indossatrici pelle e ossa, un cattivo esempio per tante adolescenti alle prese con qualche chilo di troppo. Ma adesso, ha detto Karl-Johan Persson, è tempo di cambiare rotta: "Ci sono modelle troppo sottili o evidentemente sottopeso, ma ce ne sono anche tante che sono magre al punto giusto: sono quelle con cui dovremmo continuare a lavorare, a patto che abbiano l'aspetto di persone in buona salute".

 

Che non si tratti di una mera dichiarazioni di intenti lo dimostrano gli ultimi scatti fatti per promuovere lo swimwear H&M+ con una modella fisicamente coerente con le proposte curvy, la 24enne americana Jennie Runk, bellissima nella sua taglia 48/50. Ma anche le taglie regolari del brand ultimamente hanno scelto come ambasciatrici delle testimonial non propriamente scheletriche, come ad esempio Beyoncé.

 

Una scelta controcorrente che farà sentire meno inadeguate tantissime donne e che forse riuscirà a incrinare la dittatura della magrezza nella comunicazione di altre aziende: "Non so se la nostra decisione farà proseliti - ha dichiarato Persson a Metro - ma è possibile che si riesca a imprimere un cambiamento...".

 

Di certo c'è che con l'advertising di H&M la top plus-size del Missouri è diventata improvvisamente famosissima: alla Bbc ha raccontato che subito dopo l'uscita della campagna il suo account su Facebook è impazzito, con 2mila richieste di amicizia nel giro di 24 ore.

 

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