DICHIARAZIONI

Michael Kors: "Alla base del successo c'è l'ottimismo"

 

Michael Kors a prova di crisi: lo stilista, che macina fatturati da record e spopola in Borsa, ha aperto due monomarca a Milano, in corso Vittorio Emanuele e in via Spiga.  Il segreto del suo successo? Presto spiegato: "Sono un inguaribile ottimista", ha rivelato in un'intervista.

 

Provocatoria la prima di una serie di domande rivolte al designer statunitense da Daniela Fedi de Il Giornale: avviare ben due negozi in Italia di questi tempi significa essere pazzi o kamikaze? Né l'uno, né l'altro, risponde Kors, che dice di affidarsi a una ricetta apparentemente semplice, l'ottimismo "senza se e senza ma".

 

Del resto non ha ragioni per demotivarsi, visto che nel secondo trimestre 2013 le vendite della sua griffe hanno messo a segno incrementi robusti (+31% in America, addirittura +101% in Europa) e l'utile netto è balzato da 97,8 a 145,8 milioni di dollari (+49%).

 

"Nei momenti di difficoltà la gente non vuole cose tristi, noiose e senza glamour", sostiene lo stilista, convinto che "le italiane capiscano la qualità e io su questo sono molto severo: produco quasi tutto qui e su quello che produco in Cina faccio controlli maniacali".

 

Kors non teme che i prezzi delle sue creazioni scoraggino le potenziali clienti perché, come precisa, nei suoi negozi si possono trovare proposte costose, tra cui il cappotto sartoriale a 675 euro, ma anche abbordabili, vedi un gioiello da 75 euro. "Nemmeno i ricchi vestono solo alta moda" conclude.

 

Dalla chiacchierata con la giornalista italiana emergono anche dettagli sulla sua vita privata, dai primi anni in cui è cresciuto "tra centri commerciali e brutte case di periferia" alla consapevolezza, già all'età di 14 anni, di cosa gli sarebbe piaciuto e avrebbe voluto fare.

 

Le ultime battute riguardano Obama, alle prese con sfide decisamente complesse, ma "nato sotto il segno del Leone, come me". E quindi, secondo "super Michael", in grado di farcela alla grande.

 

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