DICHIARAZIONI

Pierre-Yves Roussel (Lvmh): «Ecco perché vendiamo Donna Karan»

La decisione di Lvmh di cedere Donna Karan International non era data per scontata, anche perché il colosso d'oltralpe non è storicamente portato a vendere i propri marchi. «Non avevamo in mente una mossa di questo tipo, ma l'offerta di G-III non si poteva rifiutare» ha commentato Pierre-Yves Roussel, chairman e ceo della divisione fashion di Lvmh.

 

Come riporta Business of Fashion, negli ultimi 18 mesi la società francese ha investito parecchie risorse nel rilancio di Donna Karan International, alleggerendola di numerosi accordi di licenza non più profittevoli, riposizionandola con un focus sulla diffusion line di prezzo più accessibile DKNY e arruolando come co-direttori creativi Maxwell Osborne e Dao-Yi Chow di Public School, le cui prime due collezioni sembra tuttavia non abbiano riscosso particolare entusiasmo da parte degli addetti ai lavori.

 

La fondatrice, Donna Karan, ha lasciato il ruolo di direttore creativo nel 2015, all'indomani dei festeggiamenti per i 30 anni del marchio. Da tempo si sapeva di suoi screzi con la proprietà ma ci si chiede se ora, in uno scenario completamente cambiato, potrebbe tornare alla ribalta.

 

Pierre-Yves Roussel, numero uno della divisione fashion di Lvmh, vuole mettere le cose in chiaro. «Non stavamo cercando di vendere - precisa a BoF - ma il prezzo proposto da G-III era molto alto (Donna Karan International è passata di mano per 650 milioni di dollari, ndr)».

 

Il top executive ammette che il business model di DKNY, posizionato su un target "diffusion", non era affine alle attività "core" di Lvmh, concentrate su brand del lusso, con un focus sugli accessori e sulla distribuzione selettiva.

 

«Il modello adottato da DKNY è differente - afferma - ma credo che questa casa di moda possa pensare in grande. Ne ero convinto anche prima e, se non fosse arrivata una valida offerta, ci saremmo concentrati sulla label per altri due o tre anni, di sicuro facendo centro, ma probabilmente non con il successo che può garantirle G-III».

 

Roussell mette a tacere chi ipotizza che Lvmh voglia disinvestire dal contemporary, rappresentato principalmente da Kenzo e Marc Jacobs. «Al contrario, il nostro interesse per questo settore è forte - afferma - anche perché il confine tra contemporary e luxury è labile. Il divario tra l'alto di gamma e le diffusion line è più marcato».

 

Nel periodo di transizione fino al completamento dell'acquisizione da parte di G-III, Donna Karan continuerà a essere guidata dalla ceo Caroline Brown, che si sta già confrontando con il fondatore di G-III, Morris Godfarb, sulle prospettive future (nella foto, DKNY per l'autunno-inverno 2016/2017).

 

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