DICHIARAZIONI

Ppr: Pinault conferma la voglia di shopping, ma non solo in Francia e Italia

François-Henri Pinault, numero uno di Ppr, intervenuto al convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo 2012, ha confermato che il gruppo francese ha allo studio un piano di acquisizioni ma non necessariamente in Italia e Francia, "anche se rimangono mercati di riferimento per il lusso".

 

"È possibile che in questi Paesi si metta a segno un'operazione di questo tipo, ma non siamo focalizzati unicamente su di loro", ha rivelato presidente e ceo senza sbilanciarsi e limitandosi a sottolineare che Ppr "è sempre attiva nel cercare realtà da valorizzare". Pinault ha inoltre confermato che il gruppo si propone di raddoppiare il fatturato entro il 2020, dagli attuali 12 miliardi a 24. "Le acquisizioni - ha precisato - sono più possibili nel settore dello sportwear, che in quello del lusso".

 

Ma la questione centrale dell'intervento del numero uno del gigante d'oltralpe al Convegno Pambianco-Intesa Sanpaolo è stato il futuro del made in Italy rispetto al made in China. Pinault ha ribadito come il colosso del lusso francese abbia al proprio interno molto di italiano. Italiane sono infatti quattro delle dieci griffe della divisione Luxury, ovvero Gucci, Bottega Veneta, Brioni e Sergio Rossi, che - come ha ricordato - "rappresentano l’80% del giro d’affari e il 90% del risultato operativo del gruppo".

 

Il made in Italy è per lui “un orientamento strategico nella gestione dei brand, ma anche un ecosistema fragile, da proteggere e sostenere con investimenti nella produzione e nelle risorse artigianali”. Ma per quanto tempo ancora durerà l’egemonia italiana - e francese - nell’industria del lusso? “Finora - ha affermato - in nazioni emergenti come Cina, India e Brasile, nonostante siano potenze economiche e demografiche, non si è sviluppata un’industria del lusso. L’Europa continua a fare la parte del leone in questo settore". “Penso - ha concluso - che esisterà presto un lusso cinese, indiano o brasiliano, ma non in tutti i segmenti del mercato. Servirà del tempo perché la tradizione si sviluppi e si affermi”.

 

Da segnalare che, proprio mentre l'imprenditore francese interveniva al convegno, i lavoratori della Fnac (controllata da Ppr), che rischiano il licenziamento, hanno dato vita a una manifestazione davanti a Piazza Affari, dove delegazioni provenienti da tutti i negozi italiani della catena hanno protestato contro Pinault. Nel gennaio 2012 la sede centrale di Fnac ha annunciato con un comunicato stampa un'imponente ristrutturazione dell'azienda. Sul nostro territorio sono a rischio 600 posti di lavoro.

 

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