DICHIARAZIONI

Trussardi: "Si può crescere anche senza aiuti esteri"

Il sistema Italia è latitante, ma le aziende made in Italy possono crescere anche senza i francesi. Parola di Tomaso Trussardi, che in un'intervista dichiara: "Non abbiamo difficoltà a finanziarci, al massimo potremmo cedere una quota di minoranza".

 

I colossi del lusso d'Oltralpe stanno facendo man bassa di alcuni gioielli dell'imprenditoria italiana, ma c'è anche chi resiste alle lusinghe di capitali esteri, come la griffe Trussardi, la cui gestione è in mano attualmente ai figli Beatrice, Gaia e Tomaso.

 

In un'intervista a La Repubblica, l'imprenditore lamenta l'assenza di sostegno da parte delle istituzioni, ma anche la volontà del gruppo di tenere saldamente in mano il business di famiglia: "Noi che siamo un'azienda italiana non ci sentiamo tutelati. Dobbiamo sempre lottare anche in un settore che è tra i più importanti per il Paese". Al contrario di quel che succede al di là delle Alpi: "Non posso che complimentarmi su come la Francia sia stata capace di fare sistema - aggiunge - sostenendo Arnault e Pinault in determinati momenti del ciclo di vita dello loro rispettive aziende".

 

Offerte a Trussardi? "Effettivamente ne abbiamo ricevute molte - dice al quotidiano Tomaso - ma noi siamo bergamaschi, gente che si alza la mattina all'alba per lavorare. Rispetto ai valori che ci ha trasmesso la nostra famiglia, per noi è stato normale continuare a lavorare per l'azienda". "Ora in tre siamo pronti a ripartire per realizzare un ambizioso piano di sviluppo - continua -. Nei prossimi cinque anni ci siamo prefissati un piano di investimenti che possiamo autofinanziare".

 

Di aprire il capitale per ora non se ne parla: "Se in futuro ce ne fosse bisogno, cosa che al momento mi sento di escludere - sottolinea l'imprenditore - la famiglia potrebbe cedere una quota di minoranza, ma siamo comunque determinati a mantenere la maggioranza".

 

E rispetto a una possibile quotazione: "Non la escludiamo a priori - afferma -. Tuttavia al momento non abbiamo difficoltà a finanziarci e siamo già strutturati come un'azienda quotata, dato che incentiviamo i nostri manager in base agli obiettivi condivisi e ai risultati raggiunti".

 

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