Dati a nove mesi

Fast Retailing lancia un profit warning a causa di J Brand

Il marchio del jeanswer di alta gamma J Brand (nella foto), rilevato due anni fa, pesa sui conti della giapponese Fast Retailing (proprietaria anche della catena Uniqlo), che nel chiudere il bilancio a nove mesi alza le previsioni di perdite straordinarie per la fine del fiscal year.

 

Nei nove mesi terminati il 31 maggio, il gruppo nipponico ha visto salire i ricavi del 22,8% a 1,08 trilioni di yen (circa 7,8 miliardi d euro), mentre l'utile operativo è salito del 9,9% a 136,2 miliardi (quasi un miliardo di euro). Il profitto è sceso del 4% a 84,8 miliardi (615 milioni di eruro). Grazie all'espansione in mercati come Greater China, Corea del Sud ed Europa, Uniqlo International si mette in luce nel periodo per un +71% a 327,7 miliardi di yen, contro il +5% di Uniqlo Japan, che comunque attesta la superiorità delle vendite domestiche (569,4 miliardi).

 

Dal settembre 2013 a maggio 2014 il business dei Global Brands mostra andamenti disomogenei. Il casualwear a prezzi bassi GU e il luxury deniwear americano J Brand hanno performato sotto le attese. Il fashion brand Theory ha aumentato le vendite, ma i profitti operativi sono rimasti stabili mentre il marchio francese Comptoir des Cotonniers ha superato le stime in termini di ricavi e proftti. Deludente l'andamento della lingerie francese Princesse tam.tam.

 

Nel periodo dal primo marzo al 31 maggio, Fast Retaling ha realizzato un incremento del 19,4% del fatturato, a 323,6 miliardi di yen. L'ebit è salito del 20,9% a 33 miliardi, ma l'utile è diminuito dell'11,7% a 20,2 miliardi. Anche nel quarter spicca la performance di Uniqlo all'estero (+57,7%, contro il +6% realizzato in madrepatria).

 

Per la fine dell'esercizio, il 31 agosto 2014, i vertici stimano un aumento dei ricavi consolidati del gruppo del 19,9% a 1,37 trilioni di yen e un aumento del 9,5% dell'utile operativo a 145,5 miliardi. I profitti dovrebbero però ridursi del 13,7% a 78 miliardi. Sul bilancio annuale peseranno le perdite speciali legate a J Brand, previste a 16 miliardi di yen da una precedente stima di 6 miliardi.

 

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