Department Store a Mosca

Lo Tsum (Mercury Group) compie 110 anni, con i prezzi allineati a quelli europei

Oggi 27 febbraio, ultimo giorno di Milano Moda Donna, Mercury Group ha annunciato i festeggiamenti, a giugno, dei 110 anni del department store Tsum di Mosca, fiore all’occhiello del gruppo che lo gestisce da 14 anni. Tra le strategie commerciali adottate l’allineamento dei prezzi con quelli europei e il rimborso tax free.

 

«Quando nel 2002 siamo entrati nello Tsum abbiamo raddoppiato la superficie totale, portandola a 70mila metri quadri e in questi anni ci siamo impegnati per farlo diventare uno dei più importanti department store al mondo» ha premesso la fashion director Alla Verber.

 

«In special modo - ha aggiunto - abbiamo voluto riunire sotto un solo tetto il meglio della moda e del lusso per far sì che i moscoviti, e i russi in generale, non debbano saltare da un negozio all’altro e girare il mondo per trovare ciò che desiderano».

 

«Sono numerosi anche gli stranieri che vengono a fare shopping da noi – ha proseguito Verber - a partire da cinesi, mediorientali ed europei. Da qualche mese possiamo anche garantire il rimborso tax free».

 

«Tutti insieme festeggeremo i 110 anni in giugno - ha annunciato  la top buyer -. Per l’occasione diversi nostri brand-partner creeranno capi d’abbigliamento e accessori unici per noi».

 

Tra i marchi moda in vendita nello storico department store – nato con il nome di Muir&Mirrielees e poi nel periodo sovietico denominato Tsum (Grandi Magazzini Generali) - vi sono Dolce&Gabbana, Valentino, Céline, Ralph Lauren, Kiton, Brioni, Ermenegildo Zegna, Tom Ford, Lanvin, Alexander McQueen, Louis Vuitton, Prada, Chanel e Fendi.

 

Il settore gioielli e orologi è rappresentato, fra gli altri, da Rolex, Patek Philippe, Hublot, Chopard, Garrard, Graff e Mikimoto, mentre a livello di articoli per la casa e di porcellane spiccano Baccarrat, Christofle, Lalique eDaum.

 

Sul fronte economico-finanziario, il general manager Alexander Pavlov non ha comunicato in base alla policy aziendale il fatturato (secondo stime di fashionmagazine.it potrebbe però aggirarsi  tra i 750 e gli 800 milioni di euro), pur dichiarando che nel 2016 il giro d’affari è cresciuto del 40% rispetto al 2015 (annus horribilis per il mercato russo).

 

«Per andare incontro alla nostra clientela - ha precisato Pavlov - abbiamo negli ultimi due anni rivisto la nostra politica dei prezzi, adeguandoli a quelli che ci sono in Italia e nel resto d’Europa».

 

«Altri brand che operano direttamente sul mercato come Louis Vuitton , Chanel e Prada - ha puntualizzato - continuano invece a vendere con una maggiorazione almeno del 20-25%».

 

In realtà, secondo quanto risulta a fashionmagazine.it, anche gli altri retailer russi, come il Bosco di Ciliegi, e i distributori italiani e stranieri applicano mediamente ricarichi più elevati di quelli europei nell’ordine del 20-25%, per poter ammortizzare i dazi e i costi di spedizione.

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