Department Store negli Stati Uniti

Neiman Marcus Group: business in flessione, si rivedono le strategie

In concomitanza con la trimestrale negativa, Karen Katz, presidente e ceo di Neiman Marcus Group, fa il punto sulla situazione, premettendo: «Il cliente ha cambiato il modo in cui fa shopping e di conseguenza bisogna muoversi». Non solo la minor fedeltà dei consumatori, ma anche i turisti che spendono meno e, non ultimo, l’effetto Trump sulla Fifth avenue sono tra le cause dell’impasse.

 

Come si legge su wwd.com, il gruppo basato a Dallas ha registrato nel primo trimestre dell’esercizio fiscale, chiuso il 29 ottobre, una perdita di 23,5 milioni di dollari (circa 22 milioni di euro), oltre il doppio rispetto ai 10,5 milioni di dollari dello stesso periodo 2015. Parallelamente calano i ricavi, scesi a 1,08 miliardi di dollari (-7,4%).

 

Per far fronte alle difficoltà, Neiman Marcus Group sta sviluppando nuovi format in grado di attrarre i Millennial, in modo da dipendere meno dalla clientela più anziana.

 

Inoltre sta chiedendo ad aziende e stilisti di creare molti più prodotti in esclusiva, oltre a sintonizzare il timing delle consegne moda con la sempre maggiore richiesta “see now, buy now” da parte della clientela.

 

«Non c'è dubbio che i nostri clienti core ci frequentino un po’ meno e che, in generale, il consumatore sia diventato più infedele - ha detto Katz -. Molto è causato della trasparenza garantita dall’online, che offre un maggiore accesso alle informazioni sui prezzi e sulle promozioni».


Inoltre è indispensabile contestualizzare gli acquisti: «La gente è meno propensa a comprare cappotti in estate o sandali in pieno inverno - ha spiegato -. Stiamo lavorando con i nostri fornitori per modificare la tempistica: questo è un grande cambiamento per l'industria».

 

Sul piatto anche il problema degli sconti e promozioni: «Soprattutto online vogliamo restare competitivi, considerando che per noi l’e-commerce rappresenta il 30% del giro d’affari, un business molto più grande di qualunque altro dei nostri competitor».
 

Anche il caro dollaro sta facendo la sua parte. In città come San Francisco, New York e Miami lo shopping degli stranieri è diminuito. Nel Sud della Florida il calo è stato causato, oltre che da una flessione dei turisti, dalla paura del virus Zika, mentre In Texas si è dovuto fare i conti con il deprezzamento del costo del petrolio e del gas.

 

A New York lo shopping presso Bergdorf Goodman, che fa capo al gruppo, è stato frenato dalle misure di sicurezza intorno alla Trump Tower.

 

Una nota positiva giunge invece dal primo Neiman Marcus che sbarcherà nella Grande Mela all’interno del progetto Hudson Yards a Manhattan (nella foto un rendering): «I lavori procedono e il debutto è confermato per il settembre 2018», ha concluso la top manager.

 

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