Dichiarazioni

Armani: "Socio della Cnmi solo se tutti sfileranno a Milano"

Giorgio Armani non ha esitato a rispondere all'appello lanciato da Patrizio Bertelli ad iscriversi alla Camera Nazionale della Moda: l'imprenditore/stilista ha dichiarato che non diventerà socio finché tutti i marchi che oggi sfilano in altre città (quindi anche Valentino e Miu Miu che optano per Parigi) non torneranno a scegliere Milano, dando il segnale di voler davvero fare sistema.



Re Giorgio ha scelto l'Ansa per chiarire pubblicamente la ragione per cui ha deciso di restare fuori dall'associazione della moda ''Per ora non entro a far parte della Camera Nazionale della Moda Italiana'', ha dichiarato all'agenzia di stampa. Due giorni fa la Cnmi (e in particolare il nuovo vice presidente vicario Bertelli), presentando i vertici rinnovati, aveva avvertito che da settembre i non soci (e quindi Armani, ma anche Dolce & Gabbana) non potranno più essere inseriti nel calendario ufficiale delle sfilate.

Armani ha ricordato di aver accettato di sfilare nell'ultima giornata della fashion week milanese - riuscendo a trattenere la stampa internazionale fino al termine della kermesse - e poi, sempre parlando di come poter ridare a Milano quel ruolo di centralità e di prestigio che ha sempre avuto nella moda ha aggiunto: "Sono fermamente convinto che se vogliamo che la città torni ad assumere
il ruolo di protagonista, occorre assolutamente che le grandi griffe che ora presentano le proprie collezioni all'estero, ritornino a far parte del sistema moda italiano, dando così un segnale davvero importante. Mi rendo conto che questo significherebbe per alcuni brand rivedere le proprie politiche aziendali accettando anche qualche compromesso, gli stessi compromessi o sacrifici che da parte mia ho continuato a fare, affinché la settimana delle sfilate fosse di sei giorni effettivi".

Armani ha sottolineato all'Ansa di aver chiarito subito che la sua "conditio sine qua non" per l'ingresso in Cnmi la presenza sulle passerelle di tutti i grandi brand. "Se maison importanti come Gucci e Fendi, ormai divenute di proprietà di gruppi francesi, mantengono le loro sedi di sfilate a Milano, risulta un controsenso che, in una fase di rilancio della nostra Camera Nazionale della Moda, non facciano altrettanto tutti i brand italiani''. Armani ha concluso dicendo: ''Augurandomi che nei tempi e nei modi corretti si possano verificare queste condizioni, rimane forte il mio sostegno all'istituzione della Camera Nazionale della Moda, ai suoi membri, ai suoi rappresentanti e a tutto il 'Sistema Moda Italia'''.

 

 

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