Dichiarazioni

Evan Spiegel: «Snapchat non è una minaccia per le riviste»

In occasione della American Magazine Media Conference, il ceo e cofondatore di Snapchat, Evan Spiegel, ha dettato al mondo dell'editoria le regole auree frutto della sua esperienza con la app. E ha sottolineato: «Snapchat e i giornali possono lavorare bene insieme».

 

È passato solo un anno da quando Snapchat ha lanciato la piattaforma Discovery, che dà ai media brand partner, come Cosmopolitan e People, un canale di contenuti quotidiani sul quale postare storie per la app.

 

Spiegel ha tenuto a rimarcare che Snapchat non è una minaccia per il mondo dell'editoria e, anzi, ha sottolineato che dall'incontro tra le due realtà può nascere una partnership unica e redditizia.

 

Un'opportunità per gli editori di avvalersi di un canale che punta più sull'immagine rispetto ai contenuti, utile per alcuni aspetti del loro business.

 

Un esempio è l'edizione di Vanity Fair appena lanciata su Discover, che consentirà di seguire la cerimonia degli Oscar: «Un modo per ospitare gli editori, che non possono pubblicare 20 video al giorno ma che vogliono comunque raggiungere la nostra audience».

 

Fra le indicazioni che Spiegel ha impartito al mondo dei giornali, c'è in primo luogo l'importanza di dare priorità allo storytelling visuale. «Cominciamo sempre una storia con un video e poi, volendo, c'è un testo da leggere».

 

Le riviste, ha sottolineato ancora Spiegel, non devono cambiare il loro focus e il loro linguaggio per cercare di andare incontro ai millennial. «La generazione Y cerca proprio il Wall Street Journal», ha detto.

 

Spiegel ha annunciato inoltre che in futuro gli utilizzatori di Snapchat potranno fare shopping tramite la app: un'opzione da tenere in considerazione.

 

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