Dichiarazioni

Marenzi: «2018 positivo ma rallentano Usa e Giappone. In Cina e Russia avanza il premium»

«Il 2017 si è chiuso in modo estremamente positivo, con un +2,4% del nostro settore e con un export decisamente sopra il 3%, con i mercati quasi tutti in crescita nell'intero comparto tessile, abbigliamento accessori e calzature. Il 2018 è iniziato bene, con qualche preoccupazione sul fronte dell'internazionalizzazione»: così Claudio Marenzi, presidente di Pitti Immagine e Confindustria Moda.

 

L'anno in corso, ha sottolineato Marenzi, è iniziato bene anche per quanto riguarda il mercato interno, «con una situazione che sembra normalizzata ma che lascia qualche perplessità per il secondo semestre, soprattutto legata all'internazionalizzazione, per alcune tensioni geo-politiche ben note e per le posizioni più rigide legate alle possibili sanzioni daziarie in alcuni Paesi».

 

In particolare, ha sottolineato Marenzi, ci sono due Paesi che cominciano a rallentare, Stati Uniti e Giappone. «Ma gli Usa restano pure sempre il nostro terzo mercato, a fronte di una Cina che cresce del 14%, che comunque è ancora ben dietro in termini assoluti. Quindi questa cosa non ci deve preoccupare».

 

In calo anche il Giappone (-1,2%). Un dato un po' allarmante anche se, ha sottolineato Marenzi, «c'è un aspetto da tenere presente, ossia il +15% della Svizzera, diventata di fatto un Paese logistico per l'Italia». Quindi nella crescita della Svizzera bisogna capire bene quali sono le destinazioni e le triangolazioni, perché ogni tanto i dati vengono falsati, soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone».

 

Tra i mercati in progress, la Cina evolve ancora in modo significativo (+14%) con una novità: avanza il prodotto premium, mentre sta rallentando il lusso estremo. Quindi c'è una normalizzazione del mercato, che è già accaduta e sta accadendo in Russia, dove nell'ultimo anno c'è stata una ricrescita del 12%, con la progressione dei prodotti premium e non più solo del lusso estremo».

 

«Questo ci dice - ha concluso Marenzi - che una parte del mondo importante, ossia due Paesi come Cina e Russia, non più emergenti, si sta normalizzando. Un dato emblematico per una fiera come Pitti, dedicata proprio al target premium».

 

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