Dimissioni

Christopher Bailey dice addio a Burberry

Un sodalizio durato 17 anni si scioglie: Christopher Bailey lascia Burberry. Il presidente e chief creative officer della maison conserva le proprie cariche fino al 31 marzo 2018. Come ha dichiarato, è tempo di scommettere su nuovi progetti creativi.

 

Sarà un'uscita soft quella di Bailey che, all'indomani del 31 marzo 2018, continuerà a fornire il suo supporto in vista della transizione, fino alla fine dell'anno, quando lascerà definitivamente l'azienda britannica.

 

Entrato in Burberry nel 2001, Bailey è stato il motore della trasformazione della griffe, che grazie al suo contributo si è trasformata da una piccola realtà di outerwear basata sulle licenze a uno dei marchi globali più apprezzati.

 

«È stato un grande privilegio per me lavorare per questa azienda - ha dichiarato -. Ho imparato tanto negli ultimi 17 anni, a fianco di un team di persone straordinarie. Burberry esprime il meglio dello spirito britannico. È una realtà creativa, innovativa e proiettata verso l'esterno, aperta alle sfide e alla diversità. Ha oltre 160 anni ma conserva uno spirito giovane».

 

«Burberry è stata per me un'importante fonte di ispirazione e la decisione di lasciarla non è stata facile - ha proseguito -. Sono molto contento di dedicarmi a nuovi progetti creativi, ma resto legato a questo marchio e ai suoi futuri successi e farò in modo che il passaggio avvenga senza scosse. Credo che i giorni migliori per Burberry debbano ancora venire».

 

Nel corso degli anni Bailey è stato, oltre che direttore creativo, anche ceo dell'azienda, un ruolo che ha ceduto quest'anno a Marco Gobbetti. «Io mi concentrerò più specificamente sul design, i prodotti, la creatività, l'architettura, il marketing, la comunicazione, mentre il focus di Gobbetti sarà più su operatività, finanza, vendita al dettaglio e merchandising», aveva precisato allora Christopher.

 

«Burberry - ha dichiarato Gobbetti - ha affrontato trasformazioni incredibili dal 2001 e Christopher è stato strategico per il successo del brand. L'eredità che lascia e il know how eccezionale di Burberry mi rassicurano sul nostro futuro. Abbiamo una visione chiara in merito al prossimo step, che ci vedrà alle prese con l'accelerazione della crescita e del successo del brand».

 

Lo scorso giugno due importanti gruppi di azionisti avevano fatto pressione sulla casa di moda, a proposito dei premi stellari destinati a Julie Brown, chief operating e financial officer dallo scorso gennaio, e allo stesso Bailey, che già aveva espresso l'intenzione di rinunciare al suo bonus, ma non alla ricca buonuscita legata al passaggio di cariche tra lui e Gobbetti.

 

Non era la prima volta che lo stilista veniva messo sotto attacco: già nel 2016 aveva dovuto ridursi drasticamente il cachet.

 

L'anno scorso Burberry ha registrato un profitto ante-imposte di 462 milioni di sterline, +10% in assoluto ma -21% a cambi costanti, con ricavi pari a 2,8 miliardi di sterline (+10% a cambi correnti e  -2% a cambi costanti).

 

 

 

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