Docufilm sul numero uno di Lvmh

Merci Patron!: in 80mila per il film "cattivo" su Bernard Arnault

Nonostante le poche sale indipendenti che lo hanno messo in programmazione, ha già venduto 80mila biglietti in due settimane: il docufilm Merci Patron!, che racconta il lato oscuro del numero uno di Lvmh Bernard Arnault, promette di diventare uno dei successi della stagione in Francia. Nonostante i media abbiano trascurato di parlare del film, tranne quelli che fanno capo al rivale François Pinault.

 

Dato il grosso peso pubblicitario dei marchi che fanno parte del colosso del lusso, raramente capita di vedere inchieste cattive su Arnault. Ma il regista del documentario François Ruffin, gioca a fare Michael Moore e a bordo di un furgone, dove campeggia la scritta “I love Bernard” parte alla volta di alcune località francesi, dove Arnault si è reso protagonista di chiusure e licenziamenti o causato il fallimento di altre società fornitrici di Lvmh.

 

Sul documentario sono arrivati da parte di Lvmh solo una serie di "no comment". I media francesi, inizialmente hanno trascurato “Merci patron!”, forse preoccupati di ricadute pubblicitarie in senso negativo, ma poi hanno dovuto dare sempre più spazio al documentario, “obbligati” dal successo di pubblico.

 

Il quotidiano Le Parisien (dall’anno scorso di proprietà di Arnault), non ha pubblicato neanche un trafiletto su questa pellicola. E le proteste dei giornalisti della redazione finora non hanno portato a niente. Solo Le Point, che fa capo a François Pinault, altro miliardario francese del lusso e competitor di Arnault, si è dimostrato più sensibile alla causa di "Merci Patron!". Evidentemente tra miliardari non esiste la solidarietà.

 

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