E-COMMERCE

Asos pagherà più di 20 milioni di sterline per cause legali sul nome

Asos è stata costretta a pagare più di 20 milioni di sterline a due aziende europee, a causa della presunta violazione del loro marchio. L’online fashion retailer inglese ha raggiunto un accordo globale con la svizzera Assos, che produce abbigliamento per ciclisti, e con Anson’s Herrenhaus, un retailer tedesco di menswear.

 

Asos ha sborsato un totale di 20,2 milioni di sterline cash alle due società. La transazione permette ora alla piattaforma di poter iniziare a vendere athleisurewear, un segmento in crescita nel mercato della moda giovane, ben presidiato dal player dell’e-commerce. Anche se avrà delle limitazioni: non potrà commercializzare abbigliamento per andare in bici e aprire shop in Germania.

 

Assos e Anson’s erano già entrambi operativi sul mercato quando il retailer online ha deciso di assumere il suo attuale nome nel 2002 dal precedente As Seen on Screen, di cui Asos è un acronimo. Anson’s ha avviato una causa legale nel 2010 e Assos l’anno successivo, quando Asos aveva iniziato a espandersi rapidamente al di fuori della Gran Bretagna.

 

Assos, specializzato nel cyclewear, aprirà tra l’altro il suo primo flagship store al di fuori della Svizzera nel West End di Londra alla fine di quest’anno.

 

Asos finora si era difesa con successo nelle dispute legali in Gran Breatgna fino alla corte suprema. Mentre ha ancora cause aperte negli Usa, in Francia e in Germania. Nonostante la cifra pagata, che equivale ad almeno sei mesi di profitti, le azioni dell’azienda sono salite del 3%.

 

Nick Beighton, chief executive di Asos, ha dichiarato a The Guardian: «Siamo felici di aver archiviato questi contenziosi. È la giusta decisione per il nostro business». (nella foto, la sede di Asos a Londra)

 

 

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