E-COMMERCE

Con l’online l’export di moda mette a segno un +30%

Gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico e Netcomm hanno dedicato oggi, 6 luglio, una mattinata di approfondimento all’e-commerce nel fashion. Forti soprattutto le potenzialità di questo canale nell’export: le vendite da siti italiani a clienti stranieri aumentano del 30%, oltrepassando quota 1,3 miliardi di euro.

 

Le vendite online di moda godono di buona salute anche nel nostro Paese: si stima che gli acquisti da parte dei consumatori italiani supereranno gli 1,8 miliardi di euro nel 2016, in crescita del 25% sull’anno precedente.

 

Una fotografia dello stato dell’arte dell’e-commerce nel fashion è stata fornita da Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio eCommerce b2c del Politecnico (che si basa su un panel di 350 merchant, di cui 70 del comparto moda), dopo l’introduzione al convegno da parte di Alessandro Perego, direttore scientifico degli Osservatori Digital Innovation dell’ateneo.

 

Curioso osservare come il 46% delle transazioni sul web riguardino il segmento del mass market, il 36% quello del luxury e il 18% lo sportivo. La convenienza non è più la sola molla che fa scattare la voglia di comprare moda online: nel 48% dei casi gli acquisti sono a prezzo pieno. Avvengono a prezzi scontati il 26% delle volte e scontatissimi (più del 30%) in un altro 26%.

 

Per quanto riguarda le categorie merceologiche, contrariamente a quanto si può immaginare si vendono maggiormente capi di abbigliamento (55%, contro il 25% di calzature e il 20% di accessori). Il 50% dell’e-shopping riguarda la donna, ma l’uomo rappresenta una significativa fetta del mercato con il 40% e risulta in forte crescita, grazie anche a nuove iniziative commerciali. Segue il bambino con il 10%.

 

Complessivamente gli acquisti di moda online rappresentano oggi in Italia il 5% del totale retail del settore. Le transazioni avvengono per il 67% da pc e per il 33% da tablet e smartphone, con quest’ultimo oggi al 19% ma in costante progressione.

 

Le dot com (realtà nate sulla Rete) veicolano il 69% delle vendite di moda via Internet, le aziende cosiddette produttrici (i brand sostanzialmente) il 19% e, infine, quelle commerciali (retailer tradizionali attivi anche nell’e-commerce) il 12%.

 

In generale si tratta di un mercato fortemente concentrato, in cui i primi cinque operatori realizzano il 54% delle vendite.

 

Sulla base di queste considerazioni ci si è spinti a prevedere quali saranno le direttrici di sviluppo future grazie al contributo di vari esperti, tra cui Alberto Brenta di Miroglio Fashion, Alfredo Celiberti del full service provider Drop, Bruno Decker di SaldiPrivati, Matteo Molon di Gruppo Calzedonia e Maria Amelia Odetti di Luisaviaroma.com.

 

Sono seguiti gli interventi di Roberto Liscia, presidente di Netcomm, che ha posto l’accento sulle potenzialità della moda italiana nei mercati internazionali, e di Valentina Pontiggia, ricercatrice dell’Osservatorio eCommerce b2c, che ha illustrato i punti salienti di uno studio sul customer journey dell’e-shopper, da cui si evince l’importanza della funzione ricarca prodotto sul sito e naturalmente della presentazione dell’articolo. Fondamentale in ogni caso è la semplificazione dei processi lungo tutto il percorso che porta all’acquisto.

 

Al termine sono state presentate tre start up del settore particolarmente interessanti: PrivateGriffe, Lanieri e TrovaModa.com.

 

 

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