E-COMMERCE

Netcomm: 11 milioni gli e-shopper abituali in Italia. Ma i nostri e-tailer possono fare di più

Crescono gli acquirenti di moda online in Italia: tra aprile 2013 e lo stesso mese del 2014 l’incremento è stato del 42%, pari a 3,3 milioni di nuovi e-shopper “conquistati” dal fashion su Internet. Dati emersi oggi, 17 aprile, al convegno “Digital Fashion & Design”, promosso da Netcomm.

 

Dall’indagine condotta da Human Highway per Netcomm emerge anche che su una popolazione di 30,5 milioni di utenti Internet in Italia, 16,2 milioni hanno fatto almeno una volta un acquisto online negli ultimi tre mesi. Di questi, quasi 11 milioni sono e-shopper abituali. «Con oltre il 50% degli internauti che hanno già sperimentato lo shopping via web, ci stiamo allineando alla media europea», sottolinea Roberto Liscia, presidente del consorzio italiano del commercio elettronico ricordando, tuttavia, che la Penisola è ancora tra le nazioni a maggiore potenziale di crescita.

 

La moda è il settore che sta trainando lo sviluppo dell’e-commerce nel Bel Paese. I volumi degli acquisti di prodotti fashion sono aumentati dell’80% in occasione del Natale 2013: un tasso di incremento che si è mantenuto costante anche nei primi due mesi del 2014, con un giro d’affari stimato in 73 milioni di euro (+79% sui corrispondenti mesi del 2013). E anche il design e l’arredo stanno decollando: dall’ultima indagine di Human Highway per Netcomm gli “acquirenti unici” (che hanno comprato almeno una volta) risultano 1,5 milioni.

 

Che il fashion sia una categoria particolarmente “matura” lo si deduce anche dall’indice delle transazioni effettuate da tablet e smartphone: se nel complesso l’11,7% degli acquisti via web avviene da dispositivi mobili, la percentuale sale al 18 per i prodotti moda. Il livello di gradimento dell’esperienza d’acquisto è in genere molto alto in questo settore: il 94% degli e-shopper di abbigliamento e accessori dà un voto superiore a sette alla shopping experience online. Credibilità del sito e convenienza sono i due fattori-chiave per far scattare la vendita via Internet. Eppure esistono ancora criticità o comunque direttrici di sviluppo interessanti.

 

«Il digitale non lo stiamo ancora sfruttando appieno per incrementare l’export della moda made in Italy», sostiene Roberto Liscia. Il 25% degli e-tailer europei effettua vendite all’estero, mentre gli italiani restano al di sotto di questa percentuale. Il presidente di Netcomm si è confrontato su questo tema con Andreas Schmeidler, country manager di vente-privee e con Carlo Torrani, marketing manager di Missoni Home. Entrambi hanno raccontato la loro esperienza, evidenziando come un leader nelle vendite a tempo come vente-privee, con 21 milioni di iscritti in Europa, possa rappresentare oggi un canale distributivo a tutti gli effetti. Si tratta di un media che permette di entrare in contatto con un pubblico molto ampio e variegato e di fare comunicazione sul marchio.

 

Il convegno ha visto anche l’intervento di Aylin Bumin, marketing manager di Ups Italia, sugli aspetti della logistica per l’e-commerce e la tavola rotonda con Francesco Bottigliero di e-Pitti, Francesco Guglielmo di Roberto Cavalli e Andrea Bruno di Zalando Italia. (nella foto, un'immagine elaborata e fornita da vente-privee)

 

 

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