E-COMMERCE

Netcomm: la moda motore per lo sviluppo dell’e-commerce in Italia

I consumatori che hanno acquistato online un prodotto moda almeno una volta sono cresciuti di un milione di unità nell’ultimo anno, arrivando a sfiorare quota 9 milioni di individui, con un incremento del 14,5% rispetto a ottobre 2012: lo dice un’indagine condotta da Human Highway per Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, presentata oggi nel corso di Digital Fashion, l’incontro che periodicamente fa il punto sull’e-commerce di moda nel nostro Paese.

 

Lo studio è stato presentato da Roberto Liscia, presidente di Netcomm, che in apertura ha sottolineato come la moda sia attualmente uno dei settori più importanti nel processo di sviluppo dell’e-commerce in Italia: dopo servizi e turismo, è la categoria merceologica più ricercata online. Inoltre, stiamo assistendo a un cambiamento di mentalità degli imprenditori del fashion, sempre più inclini a raccogliere la sfida del digitale e della multicanalità.

 

I tempi, del resto, sono maturi. A livello europeo l’e-commerce b2c ha avuto una crescita del 19% nel 2012. Il Belpaese sconta ancora un certo ritardo rispetto alle nazioni più attive sulla Rete: nelle prime 25 aziende di e-commerce del Vecchio Continente non compare nessuna italiana. Tuttavia, i tassi di crescita sono analoghi, se non superiori, per la neccessità di colmare il gap accumulato.

 

La moda, in particolare, gioca un ruolo di primo piano in questo processo di sviluppo: secondo i dati dell’Osservatorio CartaSì, nei primi otto mesi del 2013 gli acquisti online di abbigliamento e accessori hanno generato transazioni per un valore superiore del 25,5% rispetto allo stesso periodo del 2012. Un altro aspetto significativo è che gli acquisti da device mobili sono stati il 18% del totale per il fashion a fronte di una media del 10% per gli altri comparti.

 

Liscia ha fornito anche delle indicazioni specifiche sugli e-shopper di moda. Lo score di soddisfazione assegnato da questi ultimi all’esperienza di acquisto è leggermente superiore al punteggio di soddisfazione medio: 8,5 tra coloro che comprano abbigliamento e accessori contro l’8,3 medio. Nel 94% dei casi il voto è superiore a sette (in una scala da uno a dieci).

 

Per capire quali sono i plus del canale online rispetto a quello tradizionale sono state poste domande mirate a questo target: il web viene sostanzialmente scelto perché più comodo, presenta un catalogo più ampio, è più conveniente e consente di trovare sempre quello che si cerca. Per contro, il negozio fisico viene percepito come migliore nel garantire l’assistenza e il servizio di cui si ha bisogno. Guardando ai singoli prodotti, la borsa da donna appare l’articolo più idoneo a essere acquistato online.

 

Digital Fashion ha poi ospitato le case history e gli interventi di Diffusione Tessile, che insieme a MagNews ha sviluppato una strategia di e-mail marketing mirata alle proprie clienti; di Triboo, e-commerce service provider, che lavora con vari brand della moda e ha puntato l’attenzione sul fatto che per sviluppare un e-shop di successo siano necessarie figure professionali specifiche, come lo store manager e il web marketing manager e naturalmente un customer care efficiente; di Amazon BuyVip, lo shoppig club nato in Italia nel 2006 e acquistato da Amazon nel 2010, che ha posto l’accento sull’importanza della qualità della presentazione dei prodotti sul web e sull’esigenza di ottenere la fiducia del consumatore (“build trust”) con tutta una serie di servizi e commodity.

 

Infine, Postecom ha presentato la sua offerta modulare per le aziende che intendono realizzare un sito di e-commerce e ha illustrato i progetti in corso per la creazione di market place, in cui vendere i prodotti italiani all’estero, attraverso specifici accordi con le poste locali. (nella foto, una slide presentata al convegno)

 

 

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