E-COMMERCE

Postecom e Netcomm: l’e-commerce può essere un volano per l’export del made in Italy

Grande partecipazione e interesse questa mattina in Assolombarda all’incontro promosso da Postecom e Netcomm per approfondire le opportunità che l’e-commerce offre alle Pmi italiane in termini di export nei mercati più interessanti del momento.

 

Paesi Bassi, Cina, Russia, bacino Euromed e Usa: qui la società preposta allo sviluppo del business online di Poste Italiane ha progetti specifici.

 

Roberto Liscia, presidente di Netcomm, ha dato le coordinate di un fenomeno in forte crescita: in Italia si prevede un trend di incremento dell’e-commerce di quasi il 20% annuo, con un fatturato stimato nel 2016 in 20 miliardi di euro. Tuttavia, i nostri connazionali comprano sui siti esteri più di quanto i siti nazionali riescano a vendere oltre i confini della Penisola.

 

Il nostro Paese sconta un forte ritardo in termini di cultura digitale: bisogna iniziare invece a considerare le vendite via web come un’importante risorsa per esportare i nostri prodotti all’estero. Il problema più grosso è rappresentato dalle piccole dimensioni delle aziende che rappresentano l’ossatura della nostra economia, per le quali è impossibile affrontare in proprio gli investimenti necessari a creare e promuovere siti di e-commerce di successo.

 

Per questo durante l’incontro si è parlato a più riprese dell’opportunità di “ripensare i distretti italiani in chiave digitale”, di “lavorare insieme, unendo competenze e risorse”, soprattutto tra chi produce e chi è in grado di abilitare la vendita online.

 

Vincenzo Pompa, a.d. di Postecom, ha illustrato i progetti che la società del Gruppo Poste Italiane sta portando avanti in questo senso: è infatti in grado di affiancare le imprese in ogni aspetto riguardante l’avvio, l’implementazione e la gestione di siti di e-commerce e sta reinvestendo su posteshop.it che diventerà una sorta di mall online.

 

Non solo: sta firmando accordi con analoghe società nei Paesi Bassi, in Cina, in Russia, nel bacino Euromed e negli Usa, al fine di realizzare specifici marketplace, dove le Pmi italiane possano trovare spazi adeguati per vendere in Rete i propri prodotti all’estero. “Senza questi accordi, in nazioni come la Russia e la Cina è difficile superare le barriere doganali e riuscire a realizzare un’attività di e-commerce”, ha sottolineato l’a.d. di Postecom.

 

 

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