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Privalia: lettera di licenziamento per 52 dipendenti su 118 della sede milanese

Davanti alla sede italiana di Privalia, in via Tacito a Milano, è in corso un presidio permanente da parte dei 52 dipendenti (su un organico di 118 lavoratori) che hanno ricevuto lettera di licenziamento dell’azienda attiva nelle vendite-evento online, fondata in Spagna nel 2006 e presente anche nella Penisola, in Brasile e in Messico.

 

«Privalia non è in crisi» dicono i portavoce dei sindacati della Filcams Cgil, che sottolineano come il quasi dimezzamento dei posti nasca dalla volontà di delocalizzare all’estero parte dei servizi offerti dal retailer online, per tagliare i costi e aumentare i profitti.

 

L'e-tailer avrebbe offerto a ciascuno dei 52 lavoratori una buonuscita di 6mila euro lordi in caso di accordo. I dipendenti non ritengono sia stato avviato un confronto serio e hanno dichiarato lo stato di agitazione. Gli scioperi e il presidio davanti alla sede sono programmati fino a giovedì 20 febbraio, giorno in cui è fissato un incontro tra le parti in Assolombarda.

 

In una nota la società fa sapere che sono in atto cambiamenti nell'organizzazione della struttura in Europa: la strategia, si legge, è di centralizzare a Barcellona la produzione delle campagne dei clienti del Vecchio Continente che finora venivano realizzate anche a Milano. La gestione in un'unica sede degli shooting fotografici e della digitalizzazione delle immagini «determinerà un risparmio dei costi ma anche un miglioramento della qualità delle vetrine che Privalia propone, grazie alla concentrazione delle risorse e delle tecnologie in un solo centro di produzione».


L'azienda puntualizza inoltre che «sono aperte posizioni all'interno del gruppo in Spagna e Brasile, disponibili a chi vorrà cogliere queste opportunità. Per coloro che non potranno trasferirsi la società valuterà con i sindacati un accordo economico soddisfacente per le parti».

 

Ma le maestranze ribattono punto per punto a queste dichiarazioni: riguardo alla ventilata centralizzazione dell'attività a Barcellona, affermano che «in Spagna sono appena stati licenziati tutti i fotoritoccatori ed è stata mantenuta temporaneamente una bassa percentuale di fotografi». E a proposito delle "posizioni aperte" nel nostro Paese, sostengono che «si contano sulle dita di una mano (riportiamo le parole esatte della portavoce di Privalia al tavolo della trattativa sindacale), quindi non coprono neanche il 10% degli esuberi. Peraltro, non sono state in alcun modo ufficializzate».

 

«Noi dipendenti - aggiungono - non sappiamo ancora nulla delle posizioni aperte in Spagna o Brasile, né ci è stata in alcun modo descritta una possibile agevolazione per l'espatrio». «La proposta economica - concludono - non è costituita da reali mensilità basate sulla busta paga ma è un semplice risparmio Inps, ovvero la somma che l'azienda dovrebbe versare all'ente previdenziale nel caso di un mancato accordo».

 

Privalia è presente in Italia da sette anni e nel tempo ha ottenuto importanti riconoscimenti. Sia nel 2012 che nel 2013 ha ricevuto, ad esempio, il Netcomm Award dedicato all’eccellenza italiana nel commercio elettronico, rispettivamente per le categorie “abbigliamento e accessori” e “arredamento e oggettistica”. 

 

Recentemente è stato annunciato l’ingresso di Manel Adell nel consiglio di amministrazione come consigliere indipendente. Adell vanta un’esperienza di dieci anni in Desigual, dove è stato azionista e amministratore delegato e numerosi altri incarichi e percorsi imprenditoriali. Attualmente siede nei board di Puig e della catena danese Tiger.

 

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