E-COMMERCE

Zalando e l’Italia: dopo un 2012 con il turbo, si punta al raddoppio

Presente per la prima volta con un temporary store a Milano durante la settimana del design, l’azienda tedesca Zalando, tra i maggiori attori dell’e-commerce di calzature e abbigliamento in Europa, ha svelato quali sono le sue strategie e i suoi obiettivi di crescita in Italia, dove è al suo secondo anno di attività.

 

Il temporary store - aperto dal 9 al 14 aprile in via Vigevano 1 (angolo via Gorizia) - ha lo scopo di aumentare la visibilità del brand Zalando e nel contempo di alimentare un rapporto diretto con il consumatore, che, almeno nel nostro Paese, è ancora poco incline ad acquistare online. “Si stima che solo il 25% della popolazione della Penisola abbia sperimentato l’e-commerce, contro il 75% dei cittadini del Nord Europa”, spiega Giuseppe Tamola, country manager di Zalando Italy.

 

Tuttavia, i nostri connazionali sono al tempo stesso più sensibili e disposti a spendere quando si tratta di moda: di conseguenza, i responsabili dell’e-tailer con base a Berlino giudicano particolarmente interessante il potenziale dell’Italia in termini di sviluppo. Dopo il primo anno dedicato all’ottimizzazione del sito e dei servizi correlati all’e-commerce, nel 2012 la crescita è stata a tripla cifra nel Paese e l’obiettivo per l’anno in corso è raddoppiare i risultati del precedente.

 

Un punto chiave è l’assortimento: da maggio 2012 è attivo un ufficio a Milano in cui lavorano buyer ad hoc per il nostro territorio, considerato un mercato di sbocco con determinate peculiarità. Ma oltre a puntare a un’offerta mirata, si ha la convinzione che qui è possibile reperire marchi interessanti da proporre anche in altri Paesi. Il brand di sneaker Serafini, ad esempio, ha avuto un grande apprezzamento nel Nord Europa e per alcune realtà, che magari non hanno una propria rete distributiva nel Vecchio Continente, Zalando può rappresentare un’opportunità per entrare in nuove nazioni. Così come brand di nicchia dei Paesi nordici possono intercettare il gusto di fashion addicted italiani.

 

Tra i plus di Zalando si segnalano spedizione e reso gratuiti, con la possibilità di ripensarci entro 30 giorni, ritiro del pacco presso il proprio domicilio e rimborso totale. L’hotline (con numero ben in evidenza sul sito) è raggiungibile gratuitamente dal lunedì al sabato ed è considerato un servizio estremamente importante: un punto di riferimento per il consumatore, con cui dialogare per fugare dubbi e perplessità. “Siamo un’azienda con sede in Germania ma al tempo stesso locale - spiega Tamola -. Quindi abbiamo previsto degli adattamenti per i singoli mercati. Ad esempio, per l’Italia abbiamo introdotto il pagamento al ricevimento della merce senza costi aggiuntivi e anche la possibilità di ordinare telefonicamente”. La consegna avviene in tre-cinque giorni, grazie ai quattro magazzini presenti in Germania: una performance già ritenuta buona, ma che si intende migliorare.

 

Il successo di Zalando in Italia è dovuto anche alle strategie di comunicazione. A una prima fase in cui ci si è focalizzati sulle attività online è seguito il battage pubblicitario in tv, fondamentale per consolidare i volumi. Attualmente l’azienda si sta muovendo anche in termini di partnership con affermate realtà dell’offline, per aumentare la propria notorietà ed essere percepita come brand tangibile, vicino alle esigenze del consumatore finale.

 

A livello globale Zalando ha chiuso il 2012 con un fatturato netto di 1,15 miliardi di euro, in crescita del 125% sul 2011. Si tratta di risultati record: è infatti tra le poche aziende europee a superare il miliardo di euro di vendite nette, dopo solo quattro anni di attività. Lo scorso anno, in particolare, ha raggiunto il punto di pareggio in Germania, Austria e Svizzera e ha avviato il business in sette nuove nazioni, arrivando a servire 14 Paesi del Vecchio Continente. Infine, nel 2012 ha attratto tre nuovi investitori: DST Global, J.P. Morgan Asset Management e Quadrant Capital. La svedese AB Kinnevik ha inoltre aumentato la propria partecipazione nella società, divenendone il principale investitore.

 

 

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