E-commerce

Tailor made: la nuova regola (inapplicata) del marketing digitale

Personalizzazione: è il nuovo credo del digital marketing ma, a oggi, poche realtà dell'e-commerce si sono convertite. Lo attesta una ricerca sullo stato dell'arte del digital marketing omnicanale in Europa, realizzata da Teradata Marketing Applications.

 

Presentato nei giorni scorsi a Londra nel corso di "Connect 2016" - la due giorni di conferenze organizzata annualmente da Teradata Markting Applications (TMA) -, il report mostra che il 49% del campione fa uso di contenuti personalizzati sul proprio sito web, ma solo il 29% li adotta nell'email marketing e il 23% nelle app.

 

Il panel di TMA è dato da 299 tra le maggiori e-commerce company con sedi in Regno Unito, Francia, Germania, Olanda, Italia o Danimarca, che per comunicare con i consumatori utilizza le email, i social media e il mobile. Il 12% del totale è dato da società della moda e un altro 48% dal comparto retail.

 

Il resto si occupa di vendite online in ambito viaggi (18%), IT e telecomunicazioni (7%) e altri settori disomogenei (15%). Il 53% è costituito da operatori dell'e-commerce puri, il resto da operatori presenti contemporaneamente online e offline.

 

Tra i risultati emersi, fa riflettere che il 43% del totale chieda ai propri clienti la data di nascita, ma solamente il 36% utilizzi questa informazione per inviare una email di auguri. Nessuno manda delle push notification ad hoc (messaggi di solito abbinati a una app, in estrema sintesi).

 

Inoltre, fra le aziende che hanno realizzato una propria app (si tratta del 66% del campione), solo un terzo chiede allo shopper il permesso di usare i dati di localizzazione: un'altra opportunità persa, secondo gli esperti di TMA, che andrebbe a potenziare l'efficacia delle campagne pubblicitarie di un brand.

 

Lo studio mostra pure che, nel periodo considerato (quattro settimane), la maggior parte (79%) delle realtà del panel dotate di app non ha inviato alcuna notifica, nonostante il 42% abbia chiesto il permesso di farlo.

 

Per di più, il 21% che ha mandato push notification non è particolarmente dinamico: solo il 5% indirizza una notifica una o due volte la settimana (vedi infografica).

 

La posta elettronica resta il canale dominante nella relazione con il consumatore: lo ha attivato almeno una volta, nel periodo testato, il 71% degli interpellati da TMA.

 

Il 50% ha inviato una o due email alla settimana, contro il 15% che non ne ha inviata nessuna. Il 78% ha puntato su messaggi ottimizzati per la lettura su dispositivi mobile. In termini di contenuti il visual resta ampiamente in testa rispetto ai video, che sono ancora in minoranza.

 

Se si parla di engagement via social media, il canale prediletto dagli e-tailer è Facebook (lo dice l'87% del campione), seguito da Twitter (82%), YouTube (76%), Google+ (69%), Instagram (57%), Linkedin (57%) e Pinterest (48%).

 

Solo il 2%, costituito da operatori britannici e francesi, sceglie un social in ascesa come SnapChat. Regno Unito e Francia sono i Paesi con la maggiore presenza sui social media, mentre l'Italia è in coda con la Danimarca.

 

Le aziende dell'e-commerce spesso non ottimizzano le sinergie tra i vari marketing department, per una vera e propria strategia omnicanale. Soluzioni tecnologiche evolute come Digital Marketing Center di Teradata Marketing Applications permettono di individuare quale canale è meglio utilizzare, con quale frequenza e che tipo di messaggio inviare per ingaggiare, trattenere o fidelizzare il consumatore.

 

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