EMERGENZA SICUREZZA

Bangladesh: in fiamme un'altra fabbrica di abbigliamento

Ennesima tragedia negli stabilimenti del Bangladesh. Un incendio divampato nella fabbrica di abbigliamento della Aswad Composite Mills Ltd del gruppo Pall Mall, a Nord di Dacca, ha provocato almeno dieci vittime e 50 feriti. Una strage che pone nuovi interrogativi in tema di sicurezza.

 

Il disastro si è verificato, infatti, a soli sei mesi di distanza dalla morte di 1.129 dipendenti sotto le macerie del Rana Plaza, un edificio di otto piani nella capitale. Mentre 112 era stato il bilancio dei lavoratori, soprattutto donne, rimasti uccisi nel rogo di un impianto tessile della Tazreen, avvenuto nel novembre dello scorso anno.

 

Una serie di episodi che riporta l'attenzione su un Paese partner produttivo di importanti gruppi mondiali della moda, attratti in loco dal basso costo di manodopera.

 

Dopo il crollo del Rana Plaza, una settantina di società (soprattutto europee, tra le quali H&M, Inditex e Benetton) avevano siglato un accordo per la sicurezza sul lavoro in Bangladesh ("Accord on Fire and Building Safety"), che ha portato alla raccolta di fondi, alla costituzione di un comitato e, lo scorso 8 luglio, alla firma di un memorandum of understanding che riconosce la necessità di avviare una serie di controlli nelle aziende, con il coinvolgimento dei maggiori sindacati e dei lavoratori.

 

Contemporaneamente, alcuni retailer del Nord America tra i quali Gap e Wal-Mart avevano unito le loro forze, e versato 42 milioni di dollari in un fondo, per implementare un piano quinquennale sulla sicurezza delle imprese in Bangladesh: un'iniziativa "parallela" e del tutto indipendente rispetto al patto siglato dagli europei.

 

Nel luglio scorso il Parlamento del Bangladesh ha varato anche una nuova legge sul lavoro, nel tentativo di adeguarla agli standard internazionali.

 

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