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Oggi Renzi day: a Milano tra moda e politica

Tappa fashion a Milano per Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze, impegnato a tenere alta la sua immagine in vista del Congresso del suo partito e delle primarie del centro-sinistra, ha partecipato stamani a ben due eventi: la conferenza stampa di Super e la presentazione dell'autobiografia di Roberto Cavalli (nella foto). Ma ha avuto il tempo anche di incontrare Pisapia

 

Il primo appuntamento in ordine di tempo è stato quello con la seconda edizione di Super, il salone del prêt-à-porter e degli accessori organizzato da Fiera Milano e Pitti Immagine dal 21 al 23 settembre in occasione della settimana di Milano Moda Donna



"La moda - ha dichiarato Renzi - è un settore su cui la politica storce la bocca, anche se, direttamente e con l'indotto, dà da lavorare a un milione di persone e crea un giro d'affari da 60 miliardi". E ha aggiunto: "È un comparto su cui la politica e i politici devono fare di più, smettere di pensare che riguardi solo addetti ai lavori".



Alle critiche alla sua mattinata "modaiola" ha replicato prima con l'ironia. Da Cavalli ha affermato: "Non sono venuto vestito leopardato. Non ho il physique du rôle per questo". Poi più seriamente ha puntualizzato che quella dello stilista toscano è una storia di successo mondiale, partita da Firenze. "Lui dice ai ragazzi di crederci. Mi sembra un buon motivo per esserci", ha sottolineato.



Il primo cittadino del capoluogo toscano in entrambi gli appuntamenti ha voluto enfatizzare il fatto che la moda è un ambito su cui "la politica e i politici devono fare di più". "Il fashion - ha sottolineato durante la presentazione di Super - non dev'essere lasciato solo. Serve un progetto chiaro e un sostegno forte dal mondo politico per fare in modo che questo settore possa lavorare al meglio. Puntando sulla semplificazione e superando i campanilismi".

 

Infine, il meeting con Pisapia: secondo quanto riporta l'Ansa, uno degli argomenti affrontati sono state le sinergie possibili tra Firenze e Milano, soprattutto in vista dell'Expo 2015. L'imperativo è stato uno solo: superare gli antagonismi e lavorare in sinergia. "Non so se il sindaco mi prende come assessore..." ha scherzato quello che ormai tutti danno per il prossimo segretario del PD.

 

 

 

 

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