Eyewear

Occhiali: con l'estero l'industria italiana cresce del 3,7%

Nel 2016 l'industria italiana dell'occhialeria ha totalizzato 3,7 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 3,7% rispetto al 2015 grazie a un export che continua a crescere ma rallenta (+3,6% a 3,5 miliardi di euro). In marzo l'annuncio di una nuova federazione moda e accessori.

 

Nel preconsuntivo di Anfao-Associaizone Nazionale Fabbricanti Articoli Ottici su dati Istat (relativi ai primi 10 mesi del 2016), reso noto alla vigilia della 47esima edizione di Mido, l'export di occhiali da sole ha raggiunto i 2,46 miliardi di euro, in aumento del 6,8%, mentre le vendite estere di montature da vista sono diminuite del 2,8% a 1 miliardo di euro.

 

La bilancia commerciale del settore resta attiva per 2,369 miliardi di euro, in aumento del 4% rispetto alla situazione del 2015, nonostante il +3% delle importazioni (per il 73% dall'Asia).

 

L'associazione di categoria spiega la crescita delle esportazioni soprattutto con l'andamento positivo dell'Europa. Nel 2016 maggiore buyer di occhiali italiani (con una quota che sfiora il 50% dell'export totale) ha comprato il 7% in più. La spesa nei modelli da sole, in particolare, è salita del 12%.

 

Fa ben sperare la Russia, dove gli occhiali italiani hanno messo a segno un +20%.

 

Nelle Americhe (30% dell'export totale) la crescita è stata del 2,7%, anche per effetto del rallentamento degli acquisti statunitensi (+2,6%). In Asia (17%) la variazione risulta leggermente negativa (-1%).

 

Il trend nei Paesi emergenti è nel complesso sottotono ma spiccano il +7,3% della Cina, il +16% del Messico e il +42% di Israele.

 

Sotto le aspettative il mercato interno, nonostante registri una crescita del 2,2% a livello di sell-in.

 

Le previsioni di Anfao sul 2017 sono orientate alla prudenza perché anche sull'industria degli occhiali pesa l'instabilità a livello di mercati azionari, valute, tassi di interesse e materie prime ma anche sul fronte geopolitico.

 

Dal closing dell'operazione Luxottica-Essilor ci si attendono però sviluppi positivi in termini occupazionali e di investimenti in Italia. Fa ben sperare inoltre l'ingresso diretto nel business di grandi gruppi francesi del lusso come Kering (con Kering Eyewear) e Lvmh (in joint venture con il produttore di occhiali Marcolin). Infine gli organizzatori di Mido auspicano una maggiore integrazione fra le Pmi della filiera.

 

Come ha annunciato oggi in conferenza stampa a Milano Cirillo Marcolin, presidente di Anfao, gli imprenditori puntano anche a fare squadra fra filiere della moda. In marzo saranno annunciati il nome e i dettagli di una nuova federazione che avrà sede nel capoluogo lombardo e che unirà Fiamp-Federazione italiana accessorio moda e persona, di cui fa parte la stessa Anfao, a Smi. «Sarà la terza federazione in Confindustria - ha anticipato Marcolin - dopo Federchimica e Federmeccanica».

 

stats