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Zegna Baruffa Lane Borgosesia: «Sostanziale pareggio nei conti»

Zegna Baruffa Lane Borgosesia chiude il 2016 con un fatturato di 110 milioni di euro. «Nel 2015 i ricavi ammontavano a 113 milioni di euro - spiega l’amministratore delegato, Paolo Todisco - ma a fronte di un’anticipazione di entrate. Per questo possiamo dire di concludere l’anno in sostanziale pareggio e con un risultato economico atteso in miglioramento, sulla modesta perdita dello scorso anno».

 

La fotografia è dunque di tenuta per questa realtà storica della filatura italiana, nata nel 1850, e che oggi, al termine di un percorso di fusione, comprende i tre marchi Baruffa, Chiavazza e Botto Poala. Un’azienda che realizza tutta la produzione, sia la filatura che la tintura, in Italia, nel raggio di 20 chilometri, fra gli impianti di Borgosesia (dove sono impiegate circa 500 persone), Lessona (175) e Vigliano Biellese (175).

 

Il filo prodotto viene venduto per il 52% in Italia e per il 48% all’estero. «Abbiamo circa 2mila clienti - dichiara Todisco - e abbiamo notato ultimamente maggiore prudenza nell’acquistare prodotti di fascia alta, mentre riscontriamo una situazione di maggiore vivacità nella fascia appena sotto, media e medio-alta».

 

Per la stagione primavera-estate 2018 le collezioni dell’azienda puntano sulla qualità intrinseca della materia prima e sulla funzionalità, nel senso che a ogni filato corrisponde un’esigenza ben precisa.

 

Una maglia in K-Wool Comfort, ad esempio, è estensibile, ingualcibile e avvolgente. Cashwool Teflon, Millennium Teflon e Wuky regalano capi anti-macchia. Cannes e Dragon Maxi si trasformano in giacche fluide e sinuose, abiti compatti e costruiti, capi unici ed esclusivi per le grandi occasioni. Infine, le torsioni elevate fanno di Antibes e Holiday i filati adatti per realizzare maglie particolarmente fresche.

 

 

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