FISCAL YEAR

Furla prevede ricavi in crescita del 13%. Eraldo Poletto: «Momento magico»

Non si arresta l'avanzata di Furla. Il marchio di borse e accessori prevede di chiudere l'esercizio 2014 con ricavi in aumento a doppia cifra: 258 milioni di euro, +13%. Negli ultimi quattro anni l'incremento è stato del 71,5%.

 

«Stiamo attraversando un momento magico - commenta l'amministratore delegato, Eraldo Poletto (nella foto) -. Questa crescita è frutto del grande lavoro fatto negli ultimi anni, sul prodotto in primis e sulla distribuzione».

 

Il baricentro del business è sempre più spostato sull'estero: l'80% del giro d'affari è realizzato oltreconfine, suddiviso in un 30% Emea, 25% Giappone, 16% Apac (Asia Pacifico) e 9% Stati Uniti.

 

In totale, i Paesi presidiati sono un centinaio. 398 i negozi monomarca, con oltre 180 boutique a gestione diretta, dalle quali deriva il 60% circa del turnover. Oltre 60 i new opening nel 2014, che si sono aggiunti ai 51 del 2013. Capillare la presenza nel canale wholesale: sono più di 1.100 i punti vendita, tra multimarca e department store, che commercializzano le proposte Furla.

 

Ultimo dato positivo, l'ampliamento dell'organico: il numero di dipendenti, che supera le 1.185 unità di 100 nazionalità diverse con una netta predominanza di donne (il 95%), ha messo a segno un +30% nell'ultimo quadriennio.

 

«Il 2015 - spiega Eraldo Poletto - sarà l'anno del marketing, ambito in cui abbiamo deciso di triplicare gli investimenti. Un altro asset sarà l'ampliamento delle categorie merceologiche, con una nuova collezione calzature e con la gamma di accessori maschili presentati al Pitti di gennaio, entrambe 100% made in Italy».

 

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