Fashion Retail

UK: vendite nelle high street in calo (-9%). Cresce a doppia cifra l’e-commerce

Tempi duri per i fashion retailer inglesi, che continuano a registrare performance negative: secondo la società Bdo, in aprile hanno accusato una flessione delle vendite del 9,2%, contro il -6,1% degli altri retailer. Si tratta del nono scivolone negli ultimi 12 mesi. Cresce invece a doppia cifra l’e-commerce.

 

Come si legge su The Wall Street Journal, nonostante i saldi stagionali e le proposte primaverili i consumatori inglesi dopo Pasqua hanno cercato di evitare gli acquisti nelle high street e, in generale, hanno speso poco.

 

In special modo i retailer tradizionali di target medio si trovano tra l’incudine e il martello: da un lato, i negozi di alto livello che giocano la carta del lusso e del servizio, dall’altro i discounter con prezzi più che competitivi.

 

Inoltre chi è ancora molto focalizzato sul brick and mortar deve fare i conti con la continua crescita dell’e-commerce: in marzo le vendite online sono aumentate del 12,3% ed è stato il terzo mese consecutivo nel quale più del 20% dello shopping non food è avvenuto sul web, secondo il British Retail Consortium e la società di consulenza Kpmg.

 

Intanto Bhs (nella foto, un negozio dell'insegna) e Austin Reed sono entrambe in amministrazione controllata. «Bhs è un classico esempio di cosa succede quando non si vuole assumere il rischio del cambiamento» ha sottolineato Sophie McCarthy, consulente di Verdict Retail.

 

Invece department store rivali, come John Lewis Partnership e Debenhams, hanno investito fortemente nell’integrazione tra reale e virtuale.

 

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