Fashion sostenibile

La T-shirt ecofriendly è in nylon Econyl, ricavato dalle reti da pesca

Si espande il campo di applicazione del filo in nylon riciclato Econyl, che il Gruppo Aquafil ottiene, grazie a un innovativo sistema, dalle reti da pesca e moquette. Dopo il beachwear, lo sportswear e l'underwear, ora entra nella collezione di magliette Wave-O.

 

La collezione di T-shirt dedicata all'autunno-inverno 2014/15 di Wave-O (nella foto, un modello della collezione donna, presentata in questi giorni a Milano) si chiama, per l'occasione, "Be more eco", a sottolineare il valore della sostenibilità che unisce Econyl al brand in capo alla archi-stilista Ondine de la Feld.

 

Messo a punto nel 2011, l'Econyl Regeneration System è un sistema di riciclo che permette la produzione di nylon 6 da prodotti arrivati a fine vita e da scarti industriali. Non si tratta solo di reti da pesca abbandonate, ma anche fluff (la parte superiore di tappeti e moquette sintetici), tessuti rigidi e componentistica in plastica.

 

La Aquafil di Arco (Trento) - attiva nella produzione di nylon per pavimentazione tessile e per l'abbigliamento, con ricavi annuali pari a 500 milioni di euro - ha avviato la produzione di Econyl tre anni fa, con un investimento da 20 milioni di euro nello stabilimento di proprietà a Lubiana (Slovenia). A poche decine di chilometri ha aperto anche un magazzino dedicato alla raccolta della materia prima.

 

Nel 2013 ha avviato, con Ecnc Land & Sea Group (European Expertise Centre for Biodiversity and Sustainability) e l'azienda olandese della calzetteria Star Sock, il progetto internazionale "Healthy Seas, a Journey from Waste to Wear". Obiettivo: ridurre i rifiuti solidi presenti nei mari e riciclarli. Nel mirino soprattutto le reti da pesca, che hanno un forte impatto sull'ecosistema. La Fao ha stimato che negli oceani ve ne siano abbandonate 640mila tonnellate. Nelle loro maglie spesso rimangono accidentalmente intrappolati delfini e tartarughe e molti altri animali marini.

stats