Fiscal year

Burberry chiude un anno di transizione

Burberry archivia l'esercizio fiscale con un profitto ante-imposte di 462 milioni di sterline, in aumento del 10% rispetto all'anno prima, ma in calo del 21% a cambi costanti. Gli analisti sentiti da Reuters si aspettavano utili pretasse oltre i 468 milioni di sterline.

Marco Gobbetti sarà ceo da luglio: si occuperà di portare il marchio «a un altro livello». Lo ha detto il ceo uscente e chief creative, Christopher Bailey, che ha presentato il bilancio parlando di un 2017 di transizione, in un mercato del lusso che cambia velocemente. Da luglio Bailey lavorerà al fianco dell'italiano Gobbetti, ex-Céline, per scrivere un nuovo capitolo della storia del marchio fondato nel 1856, facendo leva sul luxury retail e il digital.

 

Nell'esercizio terminato il 31 marzo, Burberry ha totalizzato ricavi pari a 2,8 miliardi di sterline, in aumento del 10% a cambi correnti ma in calo del 2% a cambi costanti.

 

Le vendite retail, in particolare, sono aumentate del 16% a 2,1 miliardi di sterline (+3% a valute invariate). Il gruppo ha risentito del calo delle vendite comparabili nelle Americhe e della mancata ripresa in Asia-Pacifico, anche se nella seconda metà del fiscal year si è notato un recupero. La Mainland China è addirittura cresciuta a due cifre nell'ultimo trimestre. In Emeia il retail a periodi comparabili ha accelerato a un tasso "high-single-digit" grazie anche alla crescita eccezionale in Regno Unito.

 

Tra le strategie che il management sta portando avanti c'è la focalizzazione su categorie di prodotto chiave. Inoltre si punta a migliorare i risultati degli store fisici, anche aumentando il team dedicato ai "Burberry private client", alla leadership nell'e-commerce e al risparmio di costi. 

 

Poco prima delle 17 il titolo registra un rialzo del 4% alla Borsa di Londra al prezzo di 17  sterline per azione. L'indice Ftse 100 scende invece dello 0,89%.

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