Fiscal year

Burberry: utile oltre le stime e Bailey illustra le strategie

Nel bilancio chiuso il 31 marzo - il primo presentato dal ceo e chief creative officer Christopher Bailey - Burberry Group ha raggiunto i 461 milioni di sterline di profitti anteimposte "adjusted", in aumento dell'8% rispetto a un anno prima.

 

Gli analisti sentiti da Bloomberg avevano previsto, in media, la cifra di 450 milioni di sterline per questa voce di bilancio, che non tiene conto di alcune poste non ricorrenti come gli oneri legati alla conclusione degli accordi di licenza per i cosmetici e i profumi (dall'aprile 2013 gestiti internamente).

 

I profitti pretasse hanno raggiunto i 444,4 milioni di sterline (+27%) e l'utile è passato da 254,3 a 322,5 milioni. L'utile per azione ha registrato un incremento dell'8% a 75,4 pence.

 

Questi risultati beneficiano di un aumento del 17% dei ricavi, a 2,33 miliardi di sterline. In particolare, le vendite retail (70% del turnover totale) hanno registrato un +12% a peridi comparabli.

 

Definendo il fatturato e i profitti annuali "da record", il chief creative officer e neo-ceo Christopher Bailey (subentrato ufficialmente ad Angela Ahrendts lo scorso primo maggio) ha ricordato le opportunità che si profilano nel "nuovo capitolo" della storia del luxury brand britannico, «dall'apertura al Giappone, all'accelerazione del beauty e delle fragranze, fino alla possiblità di integrare ulteriormente lo shopping fisico con quello digitale».

 

Il 30 giugno 2015 scadranno gli accordi di licenza per il Sol Levante, un mercato dove la presenza di Burberry è ancora scarsa sia in termini di monomarca che a livello wholesale. Nei piani di Bailey c'è l'espansione del network commerciale, ma anche l'avvio delle vendite online tramite una piattaforma digitale di proprietà. L'obiettivo è raggiungere i 100 milioni di sterline di ricavi per il 2017, dai 25 milioni attuali.    

 

Quanto al business del make-up e delle fragranze è prevista una crescita a un tasso "mid-teens" per l'esercizio fiscale 2016, grazie alla distribuzione tradizionale ma anche all'online, sia attraverso burberry.com che alle recenti alleanze con colossi dell'e-commerce come Amazon e Alibaba.

 

Nel nuovo esercizio gli investimenti sono stimati a 200 milioni di sterline. Tre quarti di essi saranno destinati al retail: sono previste 20-25 aperture a fronte di 15-20 chiusure. I nuovi opening interesseranno i mercati chiave e il travel retail, ma anche la Cina e il Medio Oriente. Parte del budget riguarderà anche aree ad alto potenziale come il Brasile. Dopo avere raggiunto il controllo diretto di mercati come la Tailandia e il Messico, la società sta siglando anche accordi per aprire in franchising in Cile, Colombia, Barbados, Indonesia, Lituania ed Egitto. 

 

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