Fiscal year

Crolla dell'80% l'utile di Abercrombie & Fitch

Si riduce da 273 a 55 milioni di dollari l'utile annuale del retailer americano Abercrombie & Fitch (-80%). «È stato un anno di cambiamento», si giustifica il ceo Mike Jeffries, che ora punta a tornare a crescere, soprattutto negli Usa (chiudendo 60-70 store).

 

Nel fiscal year terminato il primo febbraio 2014, il gruppo con base in Ohio ha totalizzato un utile operativo di 80,8 milioni di dollari, dai precedenti 374 milioni (-78%). Una discesa cui hanno contribuito nuovi oneri di ristrutturazione per oltre 80 milioni di dollari, relativi soprattutto al brand di intimo Gilly Hicks, per il quale è stata disposta la chiusura di tutti gli store dedicati (la linea continuerà a essere distribuita, ma nei negozi di proprietà Hollister).

 

Anche il calo nei ricavi, passati da 4,5 a 4,1 miliardi di dollari (-8,8%), ha avuto un peso. A deludere soprattutto il mercato interno, dove il gruppo ha accusato un -14% a 2,6 miliardi. Al contrario, il fatturato realizzato all'estero ha registrato un aumento del 2% a 1,5 miliardi.

 

Tra i nuovi progetti del management c'è l'apertura di 16 store internazionali, compreso un Abercrombie & Fitch a Shanghai in aprile. All'estero e negli Usa apriranno anche alcuni outlet. In madrepatria è prevista la chiusura di 60-70 punti vendita, alla naturale scadenza dei contratti d'affitto.

 

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