Fiscal year

Fast Retailing cresce ma non raggiunge i target annuali

Nel bilancio archiviato a fine agosto il colosso giapponese Fast Retailing ha totalizzato 71,65 miliardi di yen di profitti (circa 712 milioni di euro), in rialzo del 31,8% rispetto all'anno prima, ma sotto le stime indicate in luglio (79 miliardi). Nel nuovo esercizio i vertici scommettono su Uniqlo International.

 

Anche l'ebit annuale del gruppo nipponico, che si è attestato a 126,45 miliardi di yen (+8,7%), non ha raggiunto il target di 131 milioni fissato dal management in luglio (rivisto al ribasso dalla precedente previsione di 138 milioni), così come i ricavi, saliti a 928,669 miliardi (+13,2%), ma stimati a 929 milioni nelle previsioni di tre mesi fa.

 

Uniqlo Japan, in particolare, ha totalizzato 620 miliardi di yen di fatturato (+3,3%), ma l'utile operativo ha accusato un -3,6% a 102,3 miliardi. Per il nuovo anno fiscale le attese della società sono di un +5,3% delle vendite e di un +6,5% del reddito operativo. Uniqlo International invece ha messo a segno un +63,4% del giro d'affari, a 153 miliardi, e per fine agosto 2013 è previsto un altro +41% (nella foto, lo store aperto in settembre nel mall Westfield Garden State Plaza, in New Jersey).

 

L'ebit della divisione estera è salito quasi del 23% a 10,9 miliardi, ma dovrebbe realizzare un ulteriore +45,5%. Il business "global brands" (Comptoir des Cotonniers, Theory e Princesse Tam-tam, per citarne alcuni), a 153 miliardi di yen di ricavi, ha registrato un +23,3% e si ipotizza un +20,9% per i 12 mesi successivi. Il risultato operativo si è attestato a 14,5 miliardi (+65,4%) ma è previsto a 18,5 miliardi (+27%).

 

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