Fiscal year

Ferragamo: +17 milioni l'utile netto dopo il Patent Box

Il cda di Salvatore Ferragamo ha approvato il bilancio 2016: l'ebitda resta stabile, l'ebit scende dell'1% e l'utile cresce del 17% a 202 milioni. Atteso un altro esercizio positivo, grazie al posizionamento del brand, alla presenza all'estero e alle nuove iniziative.

 

Questo nonostante il quadro di riferimento «presenti ancora incertezze geopolitiche e solo una lenta positiva evoluzione dello scenario macroeconomico».

 

Nel 2016 il gruppo del lusso ha totalizzato 1,44 miliardi di euro di ricavi, in aumento dell'1% rispetto all'anno prima. L'ebitda è rimasto a 324 milioni e l'ebit è diminuito dell'1% a 261 milioni.

 

Sul bilancio pesano oneri operativi pari a 704 milioni di euro, in rialzo del 3% «anche a causa di costi connessi al processo di management change».

 

L'utile netto, che include i benefici cumulati per gli esercizio 2015 e 2016 relativi al Patent Box (il regime di tassazione agevolata, che esclude dalla base imponibile una percentuale di reddito derivante dall'utilizzo della proprietà intellettuale) si è attestato a 202 milioni di euro, +17%.

 

Alla prossima assemblea degli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,46 euro per azione, in linea con il 2015.

 

Come riporta Reuters, nel corso della conference call il cfo in uscita Ernesto Greco ha reso noto che il prossimo obiettivo è un ebitda margin al 25% dal 22-23% attuale e che non è atteso un grande miglioramento dei risultati già nel primo semestre. Gli esiti delle azioni illustrate in precedenza dal nuovo ceo Eraldo Poletto arriveranno mese per mese.

 

Poletto ha precisato che nel 2016 le vendite omogenee (like for like) sono scese del 4,4%. A gennaio e febbraio i ricavi sono progrediti a un tasso "low single digit".

 

Intorno alle 12 il titolo Ferragamo è uno dei peggiori di Piazza Affari: -4,26% a 27 euro per azione. Il Ftse Mib registra invece un +0,52%.

 

 

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