Fiscal year

Hermès supera la soglia dei 5 miliardi di fatturato

In un'annata particolarmente complessa per il mercato del lusso, Hermès archivia il bilancio con ricavi a 5,2 miliardi di euro, in aumento del 7,5% rispetto all'anno prima e in linea con le previsioni degli analisti.

 

A livello geografico spiccano il +20,6% in Giappone e il +9% dell'intera Asia. In Francia il gruppo ha registrato un +5%, mentre nel resto d'Europa è salito del 9%. Nelle Americhe i ricavi sono aumentati del 6,4%.

 

Quello della pelletteria e selleria (nella foto, una borsa a mano alla sfilata menswear di Parigi per l'autunno-inverno 2017/18) resta il business principale: 2,6 miliardi di turnover nel 2016, in aumento del 14%. Non cresce il ready-to-wear, i cui ricavi si riconfermano intorno a 1,1 miliardi. Lieve flessione per gli accessori in seta, il cui giro d'affari totalizza a 515 milioni di euro (-1,1%). Positivi i profumi (+8,5%), in flessione gli orologi (-3%).

 

L'intero esercizio beneficia del buon andamento dell'ultimo trimestre: +7,6% il fatturato, a 1,5 miliardi di euro, grazie alla crescita di tutti i segmenti merceologici eccetto le voci orologi (-10,6%) e "altri prodotti", che conta tra i marchi John Lobb e Shang Xia (-3,4%).

 

Il gruppo delle borse Kelly e Birkin, che pubblicherà i risultati completi il 22 marzo, ha confermato la previsione di luglio: i profitti operativi dell'anno dovrebbero risultare leggermente superiori a quelli del 2015. Nel medio termine Hermès mantiene obiettivi "ambiziosi" in termini di ricavi a cambi costanti.

 

Nonostante le buone performance, poco prima delle 15 il titolo Hermès cede l'1,7% alla Borsa di Parigi al prezzo di 395,25 euro per azione, mentre l'indice Cac 40 registra un debole +0,2%.

 

Come riporta Reuters, al momento i titoli del gruppo del lusso presentano multipli molto più elevati rispetto ai competitor: 34,8 volte i risultati attesi per il 2018, contro le 18,80 volte dell'eterno rivale Lvmh e le 24,19 volte della svizzera Richemont.

 

stats