Fiscal year

Hugo Boss rivede la strategia

Il gruppo tedesco Hugo Boss sta avviando un nuovo piano strategico per salvaguardare la crescita delle vendite e dei profitti di lungo periodo. In prima battuta farà leva sulla distribuzione e la percezione del brand in mercati core come gli Usa e la Cina.

 

Dopo le recenti dimissioni del ceo Claus-Dietrich Lahrs, si procederà a un'ulteriore ottimizzazione del network retail, in parallelo con la digitalizzazione del business model, come fa sapere la società nel commentare i risultati 2015.

 

Il bilancio mostra una crescita delle vendite del 9% a 2,8 miliardi di euro (+3% a valute costanti), un risultato operativo in linea con l'anno prima a 448 milioni e un utile netto in calo del 5% a 319 milioni. Il dividendo, invariato a 3,62 euro per azione, «riflette le positive prospettive di crescita degli anni a venire».

 

La Hugo Boss, che ha come maggiore azionista la famiglia Marzotto, ha annunciato un ridimensionamento degli investimenti, da 220 a 200 milioni di euro nell'attuale fiscal year. Il nuovo corso prevede anche una rigorosa gestione delle scorte e un'espansione delle attività digital, oltre alla gestione in house delle vendite online europee.

 

Per quanto riguarda il mercato statunitense, la fashion house intende limitare il segmento wholesale e far sì che il core brand Boss sia presente solo a livello di shop in shop (in tal senso è stato raggiunto un accordo con i department store Macy's). In Cina è in atto un'ottimizzazione del network retail che porterà alla chiusura di 20 store. In più i prezzi saranno riallineati a quelli europei.

 

Il management ha confermato le previsioni di crescita delle vendite entro il 5% (a cambi costanti), tenuto conto di un calo atteso nelle Americhe e in Asia-Pacifico. Il profit margin è ipotizzato stabile, ma gli investimenti sul marchio e sul rinnovamento del business model dovrebbero portare a una riduzione "low double digit" dei profitti operativi (prima di alcune voci straordinarie).

 

 

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