Fiscal year

Jimmy Choo: cauto ottimismo dopo i risultati del 2016

La crescita in Asia e la sterlina debole hanno sostenuto i ricavi 2016 di Jimmy Choo ma i maggiori oneri finanziari hanno portato a un calo dell'utile da 19,4 a 15,4 milioni di euro. Nel nuovo esercizio il brand disegnato da Sandra Choi conta di espandere i margini.

 

Nel fiscal year il marchio britannico di calzature di lusso amate da celebrity come Emma Stone, Kate Winslet e Jennifer Lopez ha totalizzato 364 milioni di sterline di ricavi, in aumento del 14% rispetto all'anno prima (+1,6% a valute costanti).

 

La categoria più dinamica, come spiega la società in una nota, è stata quella delle collezioni maschili, che hanno raggiunto il 9% dei ricavi. Nel 2018 l'offerta al maschile si arricchirà anche con gli occhiali, in licenza all'italiana Safilo.

 

Il giro d'affari ha beneficiato anche delle nuove aperture (10 nel 2016, a fronte di una chiusura), che hanno portato a 150 il numero degli store gestiti direttamente. Senza tenere conto dei nuovi opening le vendite di Jimmy Choo sono scese dello 0,8%.

 

L'utile operativo annuale ha registrato un incremento del 42,6% a 42,5 milioni di sterline.

 

Dall'azienda, che nel 2016 ha compiuto 20 anni, fanno sapere che le vendite continuano a salire e di avere forti aspettative di crescita per il 2017. Nonostante le condizioni di mercato e l'incertezza geopolitica il management guidato da Pierre Denis resta cautamente ottimista. Efficienza operativa, dinamismo, innovazione e flessibilità del team dovrebbero portare a un incremento dei margini e a un calo degli oneri finanziari.

 

Quotata alla Borsa di Londra dal 2014, dopo le Jimmy Choo registra un +1% a 159 pence per azione (+20% la performance annuale). Poco mosso l'indice Ftse All Share (-0,18%).

 

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