Fiscal year

Jimmy Choo va in utile e scommette su Asia e Giappone

Il marchio britannico delle calzature di lusso Jimmy Choo non è più in perdita. Nell'esercizio terminato il 31 dicembre 2015 i profitti hanno raggiunto i 19,5 milioni di sterline, dai -10,8 milioni del 2014.

 

Un risultato reso possibile anche dalla crescita delle vendite: +6% nell'anno, a 318 milioni di sterline (+7% a cambi costanti), per effetto del +7,7% del canale retail, mentre il wholesale è rimasto stabile. Seppure marginale in termini di volumi (10 milioini di sterline), il business delle licenze, che include le fragranze e gli occhiali, ha registrato un +45%.

 

L'e-commerce sta accelerando e, dopo avere proposto un sito più "responsive" lo scorso agosto, ora la label si prepara al lancio del retail multicanale (previsto per la seconda metà del 2016).

 

A livello di mercati il brand ha mantenuto le quote in Emea, è cresciuto del 6,5% nelle Americhe e di oltre il 20% sia in Giappone che nel resto dell'Asia. In queste ultime due regioni Jimmy Choo dovrebbe accelerare ulteriormente, nelle stime del presidente Peter Harf, grazie anche all'aumento progressivo della brand awareness.

 

Quotato alla Borsa di Londra dall'ottobre 2014, in chiusura di seduta il titolo Jimmy Choo registra un calo dello 0,37%, circa in linea con le maggiori Borse europee, in una giornata sconvolta dalle esplosioni a Bruxelles.

 

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