Fiscal year

Levi's: quarto anno di crescita. Ma la border tax fa paura

Levi Strauss & Co. chiude l'anno fiscale 2016 con ricavi a quota 4.553 milioni di dollari, (+1,3%) e profitti netti balzati a +39,2% (291 milioni di euro), grazie al minor peso degli oneri di ristrutturazione. Leggero incremento anche per l'adjusted ebit (da 479 a 480 milioni di dollari). Bergh: «Scenario complesso. Ma siamo ottimisti».

 

Come riporta wwd.com, il  presidente e ceo del gigante americano ha fatt riferimento alla difficoltà dello scenario attuale degli States, con la crisi dei big retailer come Macy's, Kohl's, J.C. Penney e Sears, che ha impattato sull'andamento del quarto trimestre, alleggerito dal calo delle vendite in America del 2%.

 

Una discesa compensata dall'incremento dell'Europa, a +13%, che ha contributo alla crescita dell'1% del giro di affari, a fronte di un calo dei profitti netti del 5%, a causa di intestimenti mirati all'espansione dei negozi e dell'e-commerce.

 

A proposito dell'inpasse dei player della distribuzione americana, Bergh ha dichiarato: «Dateci di più. Dateci più spazio. Fate in modo che il nostro diventi sempre più un lifestyle brand all'interno dei vostri store»,

 

Altro spettro con cui fare i conti, secondo Bergh, è la border tax. «Se dovesse andare in vigore, i nostri profitti sarebbero spazzati via. Ci toccherebbe caricare i costi sui consumatori».

 

E ha aggiunto: «Per noi produrre negli Stati Uniti a costi competitivi significherebbe implementare innovazioni importanti nei settori delle stampanti 3D e della robotica. Ma non credo che creeremmo molti posti di lavoro in più. Creeremmo solo tanti robot».

 

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