Fiscal year

Nike: +15% l'utile annuale ma è meno ottimista di Adidas

Nonostante la flessione degli utili del quarto trimestre (-2%), il gruppo americano Nike archivia l'esercizio fiscale con profitti in aumento del 15%, sostenuti dal +6% dei ricavi. «La chiave di questa crescita è l'innovazione», commenta il presidente e ceo Mike Parker.

 

«Abbiamo alzato l'asticella del possibile - ha aggiunto Parker -. È un grande momento per chi è nel business dello sport e il marchio Nike (nella foto, un modello della Nikecourt X Liberty Collection, disegnato in esclusiva per Nike dal Liberty Design Studio) non è mai stato più forte. Alimentato dai nostri atleti, che non temono rivali, il calendario 2017 degli eventi sportivi promette nuovi stimoli per i consumatori e ulteriori impulsi al trend in atto».

 

Nel quarto trimestre del fiscal year il gruppo Nike ha totalizzato 8,2 miliardi di dollari di ricavi, in salita del 6% rispetto allo stesso periodo di un ano prima e dell'8% a valute costanti, sostenuto dall'avanzata a due cifre in Europa Occidentale, Greater China, mercati emergenti e Giappone.

 

Nel quarter l'ebit è cresciuto del 2% a 1,1 miliardi di dollari ma l'utile, per effetto di un maggiore prelievo fiscale, è sceso del 2% a 846 milioni.

 

Nel bilancio annuale il fatturato consolidato ha totalizzato 32,4 miliardi di dollari: +6% e + 12% a valute invariate. Il brand del "baffo", in particolare, ha superato i 30 miliardi di giro d'affari (+13% senza considerare l'effetto valute). Il resto dei ricavi va attribuito alla controllata Converse (+2% a cambi costanti).

 

L'ebit del gruppo si è portato avanti del 10% a 4,6 miliardi e l'utile è aumentato del 15% a 3,3 miliardi.

 

Secondo alcuni analisti interpellati da Reuters, Nike continua a essere leader in Nord America, il suo maggiore mercato, ma sta perdendo un po' quota rispetto alla rivale tedesca Adidas e a competitor interni di minori dimensioni, come Under Armour.

 

Nonostante la volatilità sul mercato delle valute, indotto dall'esito del referendum sulla Brexit in Regno Unito, Nike ha mantenuto invariate le sue previsioni sul nuovo esercizio, che termina nel maggio 2017: i ricavi sono attesi in aumento tra il 6% e il 9%.

 

Adidas, dal canto suo, stima un incremento del giro d'affari tra il 10% e il 12% a parità di valute. 

 

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