Fiscal year

Prada: l'utile scende del 27% a 331 milioni

Il gruppo del lusso Prada archivia l'esercizio al 31 gennaio 2016 con profitti pari a 330,9 milioni di euro, dai 450,7 milioni (-27%). L'ebitda annuale è passato da 954 a 803 milioni (-15,8%), mentre l'ebit è sceso da 702 a 503 milioni (-28%).

 

I ricavi annuali, pubblicati in febbraio, si sono attestati a 3,55 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con l'esercizio precedente (-0,1%), ma in discesa del 7,7% a valute costanti. Sulle performance ha pesato soprattutto la contrazione in Greater Cina.

 

«Lo scenario macroeconomico di riferimento per il mercato del lusso - ha commentato Patrizio Bertelli, ceo di Prada Spa - è stato influenzato, per tutto il 2015, dalla volatilità dei mercati finanziari, nonché dalle tensioni geopolitiche presenti in diverse regioni del mondo. Tali condizioni, che tuttora permangono, ci delineano un 2016 ancora caratterizzato da instabilità e rendono incerte le previsioni di breve periodo».

 

«Con questa consapevolezza - ha aggiunto Bertelli - e nell’intento di garantire al gruppo margini soddisfacenti, abbiamo messo in atto una profonda revisione di tutti i processi operativi, i cui risultati, in termini di recupero di efficienza e produttività, saranno già visibili nei prossimi mesi».

 

La società che controlla anche Miu Miu, Church's e Car Shoe punta a nuove forme e metodologie di comunicazione, per sviluppare un rapporto tra i brand e un’audience sempre più vasta, «basato su un dialogo permanente e allargato ai vari ambiti dell’universo Prada». Proseguono, inoltre, gli investimenti al fine di proporre prodotti «di qualità eccellente, con un contenuto stilistico attuale e innovativo, capaci di interpretare i desideri di una clientela sempre più sofisticata ed esigente».

 

Nonostante la flessione dei profitti, il dividendo proposto è invariato rispetto all'anno prima, a 11 centesimi per azione.

 

stats