Fiscal year

Puig: il giro d'affari aumenta del 9%, ma i profitti calano del 28%

Nel 2015 il colosso delle fragranze e del fashion Puig ha totalizzato 1,6 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 9% rispetto all'anno prima (+2% a cambi e perimetro costanti).

 

Gli utili del proprietario di marchi come Carolina Herrera, Nina Ricci (nella foto, un outfit della sfilata autunno/inverno 2016/2017), Paco Rabanne e Jean Paul Gaultier sono scesi del 28% a 126 milioni.

 

Una flessione che i vertici del gruppo di Barcellona spiegano con l'aumento delle spesa per l'integrazione di Jean Paul Gaultier nel portafoglio fragranze e con i maggiori investimenti a sostegno dei marchi, per raggiungere i target del piano 2015/2017.

 

Nell'anno l'86% del fatturato è stato realizzato all'estero. I mercati emergenti, in particolare, hanno raggiunto una quota del 47%.

 

La crescita nel business dei profumi, come specifica la società, è stata trainata da Paco Rabanne con 1 Million, Invictus by Paco Rabanne e la new entry Olympéa, ma anche da CH Men Privé (Carolina Herrera), L’Extase (Nina Ricci), Valentino Donna (prodotto su licenza Valentino), Les Infusions de Prada e Prada Luna Rossa Sport (licenza Prada).

 

Lo scorso anno Puig ha rilevato due prestigiosi produttori di profumi di lusso, Penhaligon's e L'Artisan Parfumeur, e ha lanciato nuove fragranze come United Dreams (Benetton), Clandestine (Pacha) e King of Seduction Absolute, profumo firmato dall'attore Antonio Banderas.

 

Nei primi mesi del 2016 è stata inaugurata una boutique a Parigi a insegna Paco Rabanne, in contemporanea con il rilancio del brand sul web (compreso un nuovo online store). L'Artisan Parfumeur ha avviato una nuova boutique a Parigi (Saint Germain des Près). Il piano 2015/2017 prevede il raggiungimento dei 2 miliardi di euro di ricavi. Per il 2016, nonostante lo scenario incerto, è attesa una crescita "double-digit".

 

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