Fiscal year

Puma: -8% i ricavi, -90% l'utile

Il gruppo dello sportswear Puma conclude il 2013 con un giro d'affari poco sopra i 3 miliardi di euro, in calo dell'8,2% rispetto al 2012 (-2,8% a periodi comparabili). Ma è già pronto un ambizioso piano di rilancio.

 

Nell'anno, l'area Emea ha registrato un -4,4% a valute costanti, per effetto di un calo nei consumi soprattutto in Francia e Italia, parzialmente contrastato dalle buone performance in Regno Unito. Nelle Americhe la discesa è stata dello 0,7% a cambi costanti, contro il -4% d Asia-Pacifico. Nell'ultimo trimestre del 2013 Puma ha totalizzato 703 milioni di ricavi, in flessione del 12,6% rispetto allo stesso periodo del 2012, principalmente a causa dell'euro forte.

 

I risultati come spiegano dal Gruppo Kering, proprietario del brand, riflettono una serie di cambiamenti soprattutto sul fronte commerciale. "Per il 2014 - preannunciano da Parigi - è previsto un ambizioso piano di rilancio". "Abbiamo una visione chiara - rassicura il nuovo ceo Bjoern Gulden - di dove andare". “Forever Faster” sarà il motto del gruppo tedesco: velocità a livello di prodotti, per gli atleti, nel design e nel prendere decisioni. Il primo segnale della svolta avverrà nella comunicazione. "Nel terzo trimestre 2014 - dice Gulden - lanceremo la nuova campagna pubblicitaria: si tratta del maggiore investimento sui media degli ultimi 10 anni".

 

Nel 2013 l'ebit d Puma ha subito un -44,8% a 62,5 milioni di euro, mentre l'utile netto ha accusato un -92% a 5,3 milioni. Nelle previsioni del management, i ricavi 2014 dovrebbero restare invariati ma risultare "qualitativamente" migliori. il margine è stimato del 3% dallo 0,2% del 2013.

 

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