Fiscal year

RadiciGroup a segno più e punta alla riciclabilità totale dei fili sintetici

Il produttore di fibre sintetiche e non tessuti RadiciGroup avvia il 2017 con ricavi e volumi in aumento (+23% e +7% rispettivamente), dopo un 2016 terminato con un calo del 6% del fatturato, a 946 milioni di euro.

 

Nel 2016 l'ebitda dell'intero gruppo è salito dell'8% a 110 milioni di euro. Inoltre lo scorso anno sono stati investiti 53 milioni di euro, parte dei quali per l'acquisizione di Engineering Polymer Solutions dalla nordamericana Invista, che va a rafforzare l'area Performance Plastics.

 

Come spiegano dal gruppo, attivo anche negli intermedi chimici, nei polimeri di poliammide e nei tecnopolimeri, la flessione delle vendite rispetto all'anno prima è legata principalmente al calo dei prezzi delle materie prime.

 

L'area dedicata alle fibre sintetiche e ai non tessuti ha totalizzato nell'anno 412 milioni di euro di ricavi. Il core business è dato dalla produzione di fili in poliammide (comunemente noto come nylon) destinati al tessile e alla realizzazione di tappeti: un mercato che marcia a ritmo più accelerato rispetto alle fibre naturali.

 

Positivo anche il trend del poliestere (nella foto), di cui RadiciGroup è il secondo produttore europeo, che è sempre più richiesto a scapito del cotone. Entro la fine del 2017 è inoltre previsto l'avvio di una nuova produzione, dedicata allo spunbond.

 

Si tratta di un tessuto non tessuto destinato a settore quali l'agricoltura, l'automotive, l'edilizia, l'hotellerie e la ristorazione, che nei piani della società dovrebbe incrementare del 50% la capacità dell'impianto della Tessiture Pietro Radici, dove si produce anche erba sintetica per campi di calcio e aree verdi.

 

Tra le sfide dell'azienda di Bergamo, che conta oltre 3mila dipendenti nel mondo, c'è la riciclabilità totale delle fibre sintetiche, che dopo il tessile possono essere trasformate in materie plastiche per usi tecnici e industriali. Il percorso green del gruppo parte dal design (eco-design) dei prodotti. Infatti già nella fase di progettazione si tiene conto dell'impatto ambientale che avranno durante tutta la loro durata.

 

Anticipando alcune performance che saranno pubblicate nel Bilancio di Sostenibilità (redatto da oltre 10 anni), RadiciGroup fa sapere che negli ultimi cinque anni ha diminuito del 21% il fabbisogno di energia e che il 51% di energia elettrica proviene da fonti rinnovabili. Le emissioni nell'aria hanno ridotto del 66% le sostanze inquinanti.

 

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