Fiscal year

Richemont: utili in rialzo dell'1%. Titolo in calo a Zurigo

Nel bilancio chiuso a fine marzo, il gruppo del lusso Richemont ha realizzato un utile di 1,22 miliardi di euro, in lieve aumento (+1% rispetto all'anno prima) e ben al di sotto delle stime degli analisti (1,719 miliardi, nelle previsioni del pool sentito da Reuters).

 

L'utile operativo è salito del 5% a 1,84 miliardi di euro, inferiori ai 2 miliardi preventivati dagli analisti.

 

Performance che non soddisfano gli investitori nella seduta di oggi, 18 maggio: il titolo Richemont intorno alle 17 registra un calo di oltre cinque punti percentuali.

 

I ricavi della holding, che controlla marchi come Cartier e Vacheron Constantin, sono cresciuti del 3% a 10,98 miliardi di euro (+8% a cambi costanti), sostenuti soprattutto dalla gioielleria e dagli orologi e dall'Asia-Pacifico (+12% senza l'effetto valute). Sconta gli effetti dell'euro forte, invece, l'Europa (-3%), seconda area di riferimento per il gruppo.

 

Senza tenere conto dell'impatto del riacquisto di stock di orologi (per sostenere i partner distributivi), le vendite hanno complessivamente realizzato un +7% a cambi costanti.

 

Il cda proporrà ai soci un dividendo di 1,90 franchi svizzeri per azione, in aumento del 6% rispetto al fiscal year precedente.

 

In questi giorni Richemont ha concluso con successo l'Opa per il controllo totale dell'e-tailer Yoox Net-a-Porter per 2,6 miliardi di euro, con l'obiettivo di soddisfare i clienti sparsi nel mondo e sviluppare una strategia omnicanale, come ha spiegato il chairman Johann Rupert a commento dei risultati.

 

Scommettendo sul travel retail, ha investito nello specialista del settore Dufry e non esclude altri investimenti e disinvestimenti strategici come strategia di lungo periodo.

 

Tra le iniziative più recenti c'è il lancio di una nuova gamma di orologi "affordable" (il prezzo oscilla fra i 500 e i 1.000 franchi svizzeri, nella foto), Baume, spin-off di Baume & Mercier, rivolta a un target giovane e sensibile alle tematiche ecologiste. Alcuni cinturini sono realizzati in plastica riciclata e parte degli introiti delle vendite dei nuovi segnatempo sarà donata a Waste Free Oceans, ma sono allo studio altre partnership con organizzazioni focalizzate sulla bio-diversità.

 

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