Fisco

Dolce & Gabbana fanno ricorso in appello

Domenico Dolce e Stefano Gabbana "non hanno mai amministrato, né di fatto né di diritto, la società lussemburghese Gado", occupandosi solo di moda e non della tutela dei marchi. Lo si legge nel ricorso in appello depositato a Milano nei giorni scorsi dalla difesa dei due stilisti, condannati lo scorso giugno dal Tribunale a un anno e otto mesi di carcere (pena sospesa) per omessa dichiarazione dei redditi.



Secondo l'ipotesi accusatoria, confermata in parte dal Tribunale di Milano, la società Gado - a cui gli stilisti avevano ceduto i loro marchi - era esterovestita, con sede in Lussemburgo solo per questioni fiscali, ma di fatto gestita dall'Italia.



La difesa ha  sostenuto non solo che la società era effettivamente operativa in Lussemburgo, ma che Domenico Dolce e Stefano Gabbana non possono essere considerati responsabili del concorso nell'omessa dichiarazione dei redditi della Gado, perché, come si legge nei motivi di Appello, "i designer non avevano alcuna carica amministrativa al suo interno" e ancora che "mai hanno avuto alcun coinvolgimento, diretto o indiretto, nella sua attività".

 

 

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